Il laboratorio Sguardi sui Generis nasce all'Università di Torino nel 2010 con l'intento di costituire uno spazio di discussione e crescita sulle questioni di genere. Un contenitore aperto, dunque, che si pone il duplice obiettivo di approfondire la formazione teorica e di favorire, al contempo, l'affermazione di una soggettività collettiva capace di confrontarsi e intervenire sulle problematiche di genere più attuali.

giovedì 10 settembre 2015

La Carovana Femminista arriva a Torino!


Il 14, 15 e 16 Settembre l'Assemblea Antisessista ospiterà una tappa della Carovana Internazionale Femminista, rete che si confronta su: Antifascismo, Antisessismo, Lesbofobia, Aborto, Violenza contro le donne, Sovranità alimentare. Il viaggio della Carovana Femminista è iniziato l'8 marzo scorso nel Kurdistan turco attraversando l'Europa. L'Assemblea Antisessista di Torino è una realtà antifascista che ragiona sui temi della violenza contro le donne, l'autodifesa femminista, l'uso consapevole delle sostanze, l'autodeterminazione e la resistenza femminile. 


14 LUNEDI - Largo Saluzzo dalle 18:00 Presidio antisessista contro la violenza di genere in zona San Salvario. Mostra, distro e banchetti informativi.
Dalle 19.00 Assemble aperta. Presentazione Carovana Femminista e interventi
Alle 21.00 lo spettacolo "Non mi pento di nulla! Storie di donne che si sono ribellate alla violenza" a cura del collettivo Medea

15 MARTEDI – Presidio di Venaus dalle 13:00 con picnic
Alle 14.00 Assemblea-dibattito sulla resistenza e lotta NO TAV con incursioni sulla resistenza delle donne curde del Rojava. Il 15 di settembre è anche un giorno di lotta e mobilitazione internazionale a sostegno della resistenza di Kobane e della rivoluzione in atto nel Rojava, Kurdistan Occidentale, per l'apertura di un corridoio umanitario e la ricostruzione di Kobane ad un anno dal primo attaco dei Daesh al cantone curdo di Kobanê, nel Kurdistan siriano
Alle 17.30 appuntamento a Giaglione per passeggiata al cantiere di Chiomonte

16 MERCOLEDI - CSOA Gabrio via Millio, 42 dalle 16:00 Mercatino GermogliaTo e Banchetti informativi
Alle 18.30 assemblea con interventi sulla pratiche di autodeterminazione alimentare e antisessismo in collaborazione con GermogliaTo (Genuino Clandestino) e l’Orto di Walter.
Alle 21.00 apericena benefit Assemblea Antisessista. Prenotazioni per cena da inviare a: assemblea-antisessita@inventati.org

giovedì 20 agosto 2015

Per La Costruzione Di Un Festival Dello Sport Antisessista

Nelle giornate del 25-26-27 settembre si terrà a Torino presso i locali del CSOA Gabrio il primo festival dello sport antisessista, organizzato da diverse palestre popolari, squadre e sportiv* provenienti da tutta Italia. 

..nel solco dell'autogestione per ragionare sulle buone pratiche da attuare per combattare e contrastare il sessismo nello sport!
Per maggiori info: http://sportantisessista.noblogs.org/ , pagina facebook: GASP




Da quando siamo piccole ci hanno insegnato che la forza è degli uomini e
grazia e leggerezza delle donne. Ci hanno portate a credere che la
violenza fosse maschile e cattiva. Ci hanno portati a credere che la
danza fosse da froci, che per esprimere la nostra mascolinità dovessimo
fare a cazzotti. Che gli unici contatti con persone del nostro genere
consentiti fossero quelli della rissa.

Ci hanno insegnato che le femmine sono graziose e pulite, a meno che non
siano un po’ zoccole e facciano la lotta nel fango, e che gli uomini
devono puzzare. Hanno costretto i nostri corpi in delle gabbie che ci
hanno impedito di esprimerci attraverso di essi. Hanno fatto in modo che
le nostre abilità e disabilità si scontrassero non solo con le barriere
fisiche, che sono comunque molteplici, ma anche con quelle mentali di
chi ci sta intorno. Abbiamo sperimentato l’esclusione dagli sport perché
i nostri ormoni non rispondevano ai canoni di nessuna federazione.

Abbiamo provato riprenderci la forza combattente, quella possibilità  di definire col
corpo il proprio spazio vitale e decidere chi, cosa, dove, quando puo’
entrarvi.  Abbiamo sperimentato che il combattimento non parla di sola
auto-difesa, ma di capacita’ di autocoltivazione della propria forza, abbiamo
frequentato palestre popolari e non, come maschi ci siamo avvinghiati ad
altri corpi maschili e forse c’è piaciuto. Abbiamo smesso di tenere le
gambe chiuse e abbiamo cercato di sfidare la forza di gravità su pali e
tessuti. Siamo stufe di ragionare da sole, o in piccoli gruppi, sulla
potenza che i nostri corpi hanno e sulle potenzialità che potrebbero
esprimere insieme.

A Valencia nel novembre 2014 si è tenuto il primo transfemifest esportiu https://transfemifestesportiu.wordpress.com, manifiesto, che con lo
slogan “juntas en forma contra el patriarcado” intendeva unire donne e
trans nel riprendersi ciò che per troppo tempo a donne e trans era stato
negato: la capacità di usare il corpo, divertirsi insieme, imparare a
difendersi, avere l’agio di sentirsi bene con le altre.Perchè il
patriarcato riconosce nel corpo il primo soggetto su cui rivalersi -⁠
dall’intimità delle case in cui troppo spesso si scatena la violenza
domestica, alle fabbriche, alle strade in cui vengono colpite sex worker
e migranti -⁠ e solo attraverso il corpo possiamo pensare di abbatterlo.

L’idea del festival era quella di creare uno spazio di cura e amore, in
cui intessere relazioni politiche attraverso il racconto di esperienze e
situazioni relative al vivere lo sport, arricchirsi con attività di
contatto, creare reti, costruire strumenti di autoconoscimento del
proprio corpo e spazi di lotta e partecipazione politica… senza
dimenticare il divertimento e il gioco!!!

Siamo tornate in Italia cariche di endorfine e voglia di riportare
quell'esperienza e farla nostra.

Nell’Italia delle palestre e dello sport popolare -⁠ che giustamente
praticano tanti “anti” (antifascismo, antirazzismo ecc.) -⁠ ci piacerebbe
creare delle giornate per incontrarci e riflettere sui temi
dell’antisessismo, del femminismo e della lotta al patriarcato
attraverso lo sport, tra donne, uomini, trans e soggetti che non si
identificano in una norma di genere. Vorremmo costruire dei momenti
pratici in cui sperimentare assieme allenamenti diversi, misti (ma anche
separati se ritenessimo necessario creare dei momenti di complicità su
temi delicati come quello della violenza), per sport individuali o di
squadra, per ritrovare tutta la nostra forza.

Perché il sessismo si abbatte anche in campo e sotto la doccia.
Perché i nostri corpi sono le nostre armi.
Perché solo insieme possiamo dare un calcio al patriarcato.

giovedì 25 giugno 2015

Orgoglio De-Genere al Torino Pride

Stuf@ di imbatterti in pellegrini e riproduzioni di santini a ogni angolo della strada?
Innervosit@ dalla trasformazione del significato della ”teoria del gender” in una dittatura creata apposta dalla comunità glbtq per omosessualizzare l’intero pianeta?
Stanc@ di vivere in una città militarizzata, riorganizzata e svenduta in funzione dell’ostensione della Sindone?
Non ti senti liber@ di vivere la tua identità, la tua vita e i tuoi desideri a causa della costante presenza della chiesa cattolica in tutte le sfere della società?

Al Pride di Torino del 27 giugno cerca il carro dell’Orgoglio De-Genere e lasciati travolgere!
Partenza alle h.16 da via Cibrario

La festa proseguirà tutta la notte, terminata la sfilata vieni alla Cavallerizza Reale di via Verdi 9 e scatena balli e ormoni al DegenderQueerParty!




Il vaticano vorrebbe plasmare i nostri desideri e i nostri corpi costruendo l'immagine di un presunto modello naturale di persona e di comportamento sessuale. Così facendo crea gabbie all'interno delle quali muoversi per sentirsi “normali” e accettati, opponendosi ai nostri percorsi di autodeterminazione e discriminando chiunque non si adegui al loro modello.

Le nostre vite escono dal loro schema mostrando pubblicamente come il sistema maschilista che ci impongono non abbia nessun legame con la presunta “natura” ma piuttosto con le loro esigenze di controllo sui corpi e di riproduzione di un potere patriarcale.
Gli studi di genere e la filosofia queer hanno ben mostrato come la norma eterosessuale sia una costruzione culturale e storica, ben lontana da un presunto modello di “natura”. Queste riflessioni spaventano talmente tanto il vaticano da spingerli a gettar benzina sul fuoco dell'omotransfobia inventandosi l'esistenza di un'ipotetica “ideologia/dittatura del gender”.
A parte la ridicola semplificazione di discorsi filosofici e politici complessi, questa vicenda ci ricorda quanto i nostri corpi e desideri terrorizzino a tal punto il vaticano da spingerlo a inventarsi nuove banali strategie mediatiche per diffondere il panico nella popolazione, aizzare all'odio omotransfobico e discriminarci.

Il loro odio è il frutto della paura davanti alle nostre vite; poiché esse mostrano chiaramente come il genere, l'orientamento sessuale, l'affettività, il sesso e la sessualità siano fluidi, complessi, in mutamento e in quanto tali non inquadrabili all'interno dei loro schemi di potere.
Per imporre il loro modello patriarcale hanno bisogno di categorizzarci, forzarci dentro degli schemi, decretarsi interpreti della “natura” e farsi promotori di una presunta “morale”. Ma i nostri corpi sfuggono alle loro esigenze di controllo e mostrano chiaramente che non si può definire il genere solo a partire dagli organi genitali con cui si è nati, che le donne non esistono solo in quanto madri, che ci si può amare tra persone dello stesso sesso, che si può aver una sessualità libera e che in generale i nostri corpi non sono disposti a sottostare alle loro logiche di dominio.

Negli ultimi mesi abbiamo vissuto in una città piegata all'esibizionismo clericale e al servizio delle esigenze spettacolarizzanti e narcisiste della chiesa cattolica. La nostra partecipazione al Pride vuole essere una presa di posizione critica rispetto alle ingerenze della chiesa cattolica sulla nostra educazione e sulle nostre vite. Non accettiamo che la chiesa si arroghi il diritto di decidere sulle nostre vite, sui nostri corpi e sulle nostre sessualità.


Pretendiamo il rispetto del nostro diritto di autodeterminarci e vivere liberamente la nostra sessualità. Pretendiamo una vita liberata da una morale unica, definita e sostenuta dalla chiesa cattolica.

Assemblea Orgoglio De-Genere


venerdì 12 giugno 2015

Contro la violenza sulle donne e le strumentalizzazioni razziste

Ieri abbiamo appreso dello stupro subìto da una ragazza da parte di tre uomini, attualmente identificati come occupanti delle palazzine dell'ex Moi.
Notizie come queste non possono e non devono mai lasciarci indifferenti: la violenza sulle donne è un fatto intollerabile e odioso che dobbiamo sempre rifiutare, condannare e combattere con forza. Non possono esserci giustificazioni di nessun tipo per questi episodi.
Apriamo perciò queste poche righe esprimendo tutta la nostra solidarietà alla ragazza che ha subìto questo orribile abuso.

Come accaduto altre volte, però, sulla vicenda si sono immediatamente fiondati gli sciacalli della politica, sempre pronti a strumentalizzare la violenza sulle donne per interessi e scopi che nulla hanno a che vedere con la lotta alla violenza di genere.

martedì 9 giugno 2015

Merenda De-Genere!


Continuano gli appuntamenti per la costruzione dello spezzone Orgoglio De-Genere al Pride di Torino!

Giovedì 11 giugno dalle h.16 merenda De-Genere negli spazi occupati della Cavallerizza Reale, Via Verdi 9


Anche quest'anno ci sarà il Pride a Torino e anche quest'anno la comunità LGBTQI* sarà in piazza il 27 giugno per rivendicare i diritti che da decenni le sono stati negati e per dire ad alta voce che ognun* di noi ha il diritto di vivere la propria vita, la propria identità ed i propri legam i secondo i principi dell’autodeterminazione e senza che nessuno possa discriminarli perché considerati “minoritari" o “fuori dalla norma”. 

Ma quest'anno Torino, poco prima del Pride 2015, ospiterà l'ostensione della Sindone e la nostra città, in particolare per la visita di Bergoglio il 21 giugno, è stata militarizzata, riorganizzata e svenduta in funzione dei pellegrini, messa a tacere e tenuta sotto controllo con metodi autoritari sempre più incompatibili con la necessità di far sentire chiara la nostra voce. 

Ognuna delle nostre realtà ha trovato nel Vaticano e nella sua ingerenza, politica ed economica, un ostacolo alle nostre lotte, alle nostre richieste di diritti ed al nostro bisogno di autodeterminazione. 

Recentemente, grazie alla strumentalizzazione di quel corpus di discorsi filosofico/politici denominati per semplicità “teoria del gender", trasformati in "ideologia/dittatura del gender” per travisare esageratamente, appunto, gli studi di genere e sull’identità di genere, il Vaticano ha creato un nuovo strumento per metterci contro l’opinione pubblica e seminare ulteriore odio a discapito di tutt* noi che viviamo la nostra vita liber* di essere noi stess*, fuori dal rigido binarismo eteronormato e/o fuori dai rigidi schemi dei ruoli di genere previsti dalla loro visione totalizzante della realtà. 

Secondo la chiesa cattolica noi non siamo liber* di vivere la nostra vita in piena libertà di decidere cosa farcene della nostra identità e dei nostri desideri, ma dobbiamo sottostare ai loro rigidi schemi per poter perpetrare il loro potere giudicante sulle nostre esistenze. 

Ed è così che ogni persona che dice ad alta voce che l’amore è amore in ogni sua forma diventa una “pericolosa minaccia per la società”. Ed è così che ogni famiglia che non rispetta i canoni da loro previsti diventa “sbagliata” o peggio ancora “non esiste”. Ed è così che ogni donna che vuole vivere la sua vita libera di non avere figli diventa una pericolosa nemica della “sopravvivenza dell’umanità”. Ed è così che ogni persona che non si riconosce nelbinarismo uomo-donna o vuole vivere il proprio genere anche se non allineato “alla norma” del suo sesso biologico diventa “pazza” e “confusa”. Ed è così che qualunque persona viva liberamente la propria sessualità senza sensi di colpa e in piena pace con il suo essere diventa “perversa”. 

Per questi esempi e per tanti altri motivi, quest'anno, vogliamo proporre a tutte le realtà, collettivi e individualità lgbt/femministe/queer/anticlericali di organizzarci in una rete in occasione del Pride per portare compatt* il messaggio che non accettiamo più tutta questa ingerenza del vaticano sulle nostre vite, che nessun* ha il diritto di associarci ad idee e parole che non sono nostre e che non accettiamo assolutamente che il nostro diritto all'autodeterminazione possa essere messo in discussione.

Abbiamo, quindi, deciso di organizzare un momento assembleare per parlare tutt* insieme di come vogliamo portare al Pride del 27 giugno il nostro messaggio di autodeterminazione di identità e corpi. L'obiettivo che ci siamo posti come Assemblea Orgoglio De-Genere è quello di creare uno spezzone all'interno del Pride Torinese del 27 giugno caratterizzato dall'opposizione al Vaticano, ai partiti omotransfobici che fanno propaganda sui nostri corpi e a tutta quella parte dell'opinione pubblica che vorrebbe limitare la nostra libertà d'espressione e il nostro diritto a vivere liberamente le nostre vite. 

Coglieremo l'occasione per parlare anche della rete nazionale No Expo Pride, che per il 20 giugno sfilerà per le strade di Milano per rivendicare il diritto ad una città femminista, frocia e queer libera dalle speculazioni e mercificazioni di Expo 2015.

giovedì 21 maggio 2015

L'omontransfobia è ODIO, non è libertà d'espressione! Sabato 23/5 NO alle Sentinelle in Piedi

Il 23 maggio il gruppo che da alcuni mesi si presenta col nome di "Sentinelle in Piedi" organizzerà presidi in contemporanea in diverse città italiane, tra cui Torino, dove si troveranno in piazza Paleocapa alle 17.
Memori della bella contestazione dello scorso ottobre, lanciamo l'invito a ritrovarci sabato, con l'augurio di essere di nuovo tanti e tante a far capire alle Sentinelle in Piedi che le loro "veglie" omofobe non sono gradite a Torino!
Appuntamento ore 16 a Porta Nuova (stazione della Metropolitana, lato giardini)
Quello che segue è il testo del volantino che l'Assemblea Orgoglio De-Genere distribuirà sabato pomeriggio per informare e smascherare il vero volto delle Sentinelle in Piedi.




Chi è questo gruppo di persone? È una maschera che nasconde l’odio.
Li vediamo in piedi a leggere in silenzio in un atteggiamento apparentemente pacifico ma in realtà la loro è pura istigazione alla violenza. Rivendicano la “libertà” di odiare e discriminare le persone lesbiche, gay, bisex, queer, transessuali e intersessuali.

venerdì 15 maggio 2015

We Wheel Rock You - il gruppo di lettura incontra Elisa Arfini




A seguito degli incontri del gruppo di lettura, e della disponibilità dell'autrice, il percorso We Wheel Rock You incontra Elisa Arfini.
Autrice di alcuni dei testi utilizzati durante gli incontri, Elisa Arfini è ricercatrice di sociologia, collabora con diverse università. Si interessa in particolare di costruzione narrativa delle identità, embodiment transgender, intersezioni tra studi sulla disabilità, teoria queer e teoria crip e metodologie narrative. Oltre a vari contributi in volumi collettanei e riviste, ha pubblicato: Scrivere il sesso. Retoriche e narrative della transessualità (Meltemi, 2007) e, con C. Lo Iacono (a cura di), Canone inverso. Antologia della teoria queer (ETS, 2012).

Alcuni testi:

"Corpi che non contano? Processi di de-sessualizzazione dei disabili e narrazioni personali": https://www.dropbox.com/s/2iabe5k0vwiiy8b/Arfini%202011.pdf?dl=0

"Istruzioni per diventare disabile. Un'analisi narrativa del progetto sul corpo transabile": 


L'incontro si svolgerà sabato 15 Maggio dalle h.16 in avanti al Circolo Maurice GLBTQ in via Stampatori 10

domenica 26 aprile 2015

Diana Pornoterrorista a Torino: presentazione di ''FICA POTENS''

Il 3 Maggio Diana J. Torres aka Diana Pornoterrorista sarà a Torino per la presentazione del suo nuovo libro ''FICA POTENS''

Appuntamento a Radio Blackout, via Cecchi 21/A dalle h.21

DI COSA PARLA?
Durante i secoli, la scienza medica si è posta come il maggior nemico del corpo e la sessualità delle donne, nascondendo realtà e patologizzando tutto ciò che non rientra all'interno dei parametri della fallocrazia e della eterosessualità e dei ruoli binari di genere.

Questo pseudo-manuale vuole svelare uno degli aspetti più controversi della sessualità della fica: la sua eiaculazione e fare un appello al riconoscimento dell'organo che la produce: la prostata.

Pieno di umorismo e abbastanza "mala leche", l'autrice Diana J. Torres ripercorre gli aspetti di questa realtà attraverso una visione femminista e combattente, con l'ausilio dei disegni dell'artista Chiara Schiavon.

domenica 15 marzo 2015

Il Podcast di Interferenze del 15 marzo 2015

Nella puntata di oggi abbiamo parlato della lotta del popolo curdo soffermandoci soprattutto sul ruolo delle donne all'interno del movimento insieme a Ozlem Tanrikulu, Presidente di Uiki (Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia), e mosso alcune considerazioni contro il grande evento Expo2015 a partire dall'appello lanciato per l'assemblea nazionale verso il NoExpoPride tenutasi oggi a Roma.

Per ascolare il podcast clicca qui

martedì 3 marzo 2015

Contro la violenza maschile sulle donne: 7/3 corteo a Torino

Quest'anno anticipiamo l'8 marzo di lotta e ci ritroviamo tutte e tutti nel quartiere San Paolo di Torino per un'iniziativa contro la violenza maschile sulle donne a seguito dello stupro di una donna.

CI VEDIAMO SABATO 7 MARZO
appuntamento alle 15:30 IN PIAZZA SABOTINO
(mercato via Di Nanni)


A questo link l'evento facebook del corteo, sul quale è possibile reperire anche materiale grafico in vista della manifestazione.
Per maggiori info: assemblea-antisessista@autistiche.org

Di seguito il volantino dell'Assemblea Antisessista che ha indetto la manifestazione:

giovedì 19 febbraio 2015

Primo gruppo di lettura We Wheel Rock You


Come Laboratorio Sguardi Sui Generis, all'interno del percorso We Wheel Rock You che si propone di parlare di sessualità in unione al discorso sulla disabilità, abbiamo deciso di organizzare dei gruppi di lettura a partire da diversi testi raccolti in questi mesi in modo tale da far emergere quelli che possono essere i contenuti di maggior interesse su cui concentrarci in vista di  alcuni incontri seminariali con degli/delle esperti/e in università.

La partecipazione è rivolta a tutti coloro che hanno preso parte al percorso ma anche a singoli/e interessati/e che a seguito della lettura dei testi abbiano voglia di confrontarsi sull'argomento (qui i testi scaricabili: Materiali)

Vi aspettiamo al Terzo Piano Biblioteca Autogestita (Piano - 2 di Palazzo Nuovo) il 26 febbraio dalle 18 alle 20.

Per maggiori informazioni sul percorso We Wheel Rock You:
- Testo di presentazione del progetto Disabilità e Sessualità e Queer Su Ruote 
- Pagina facebook We Wheel Rock You

lunedì 2 febbraio 2015

Sessualità e disabilità: incontro aperto mercoledì 4 febbraio


Incontro aperto del percorso Sessualità e disabilità – Queer su Ruote!

Mercoledì 4 febbraio dalle h.19 @Terzo Piano Biblioteca Autogestita di Palazzo Nuovo (ingresso da C.so San Maurizio)


Vi invitiamo a partecipare alla riunione aperta di mercoledì per continuare a ragionare insieme e discutere a proposito di disabilità, intersessualità, omosessualità e transessualismo partendo da alcuni materiali che abbiamo recuperato in questi mesi. Condividiamo qua sotto le letture che abbiamo scelto per questo primo momento di brainstorming, vi aspettiamo!


Per ulteriori informazioni a proposito del progetto:



Qui i materiali: 












 

mercoledì 10 dicembre 2014

W ( H ) O - M A N

Sguardi Sui Generis & TerzoPiano Biblioteca Autogestita vi invitano a 


W ( H ) O - M A N 
ri-flessione di immagini e corpi sull'abolizione dei sess

Una performance di A j a R i o t 

con Barbara Canova
Annachiara Sarteur
Gino

regia
Isadora Pei


Giovedì 18 dicembre ore 18.30 @TerzoPiano Biblioteca Autogestita (Palazzo Nuovo, piano -2)
A conclusione della performance si terrà un dibattito aperto sui temi dello spettacolo.

lunedì 17 novembre 2014

Assemblea pubblica contro l'omo-transfobia


«Ancora oggi, i più ritengono che la questione omosessuale
concerna esclusivamente una minoranza,
un numero limitato di froci e di lesbiche:
non si vogliono rendere conto che, invece, fintanto che l’omosessualità resterà repressa,
quell’omosessuale sarà un problema riguardante tutti»

(Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale)




A partire dalla giornata del 5 ottobre scorso, con l’uscita in piazza delle “sentinelle in piedi” e la conseguente e doverosa contestazione, vorremmo proporre un momento di confronto aperto, rivolto a student* ed a tutt* coloro che hanno sentito, in quella contestazione, la possibilità di cominciare un discorso sull’omo e transfobia nella nostra città. L’episodio delle sentinelle è solo un sintomo evidente di un odio mai realmente sradicato; la discriminazione è vera e reale, e lo sperimentiamo troppo spesso.
Sentiamo la necessità di interrogarci sulle cause e le forme che l’omotransfobia assume nelle nostre vite quotidiane, provare a immaginare percorsi di resistenza a partire dalle nostre identità sessuali e di genere.
L’eliminazione dallo spazio pubblico di ogni identità non eterosessuale opera a diversi livelli, alcuni più espliciti e violenti, altri meno manifesti ma comunque pervasivi e pericolosi.
Vorremmo che questo spazio di confronto ed elaborazione fosse il più libero possibile, consapevoli anche della delicatezza degli argomenti che vorremmo trattare, e consapevoli della necessità di creare uno spazio che sia “accogliente”, per poter condividere e partire dalle nostre esperienze per andare nella direzione di nuove elaborazioni e soluzioni collettive e condivise.
Questa assemblea vuole essere anche di sostegno alla Transgender Freedom March, che si svolgerà a Torino il prossimo 22 novembre.

Diamo appuntamento per il giorno giovedì 20 novembre alle ore 16.30 nell’atrio di Palazzo Nuovo per questa assemblea pubblica.  
Qui il volantino dell'evento

Individualità e collettivi contro l’omo-transfobia



venerdì 7 novembre 2014

LA RIVOLUZIONE IN ROJAVA, LA GUERRA DELL'ISIS E LA RESISTENZA DI KOBANE

                                                  


CAMPUS INVADERS e LABORATORIO SGUARDI SUI GENERIS presentano:

"La rivoluzione in Rojava la guerra dell'Isis e la resistenza di Kobane".



A Kobane i/le combattenti curdi stanno resistendo all'offensiva dell' Isis. Durante l'incontro discuteremo di quanto sta accadendo in queste settimane e del modello di autorganizzazione sociale che i curdi e le curde stanno elaborando nella zona liberata e autonoma del Rojava. 

Proiezione del documentario: YPJ UN GIORNO IN SIRIA TRA LE DONNE KURDE COMBATTENTI (2014).

A cura di MED centro interculturale curdo e Daniele Pepino.

Interverrà Cosimo Caridi collaboratore de " il Fatto Quotidiano".



L'incontro si svolgerà dalle ore 17.30 nell' Aula C1 occupata del Campus Luigi Einaudi .

domenica 5 ottobre 2014

Proteste in tutta Italia contro le veglie omofobe. A Torino la piazza caccia le "sentinelle"

In diverse decine di città italiane erano state organizzate per oggi manifestazioni pubbliche delle "Sentinelle in piedi", sedicente sigla nata da alcuni mesi a livello nazionale che si auto-presenta come "un gruppo di cittadini che vigila sulla libertà di espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna" e che si batte contro il ddl Scalfarotto. Di fatto, si tratta nient'altro che di una sigla che riunisce cattolici integralisti e reazionari della peggior specie. Dietro la falsa pretesa di manifestare pacificamente rimanendo in silenzio, questi personaggi celano in realtà una violenza molto più grande, quella di difendere pubblicamente retoriche omofobe, discriminatorie e cariche di odio.
Contro queste impresentabili boutade, in diverse città sono stati organizzati dei contro-presidi per manifestare in difesa della libera scelta di tutti e tutte e allontanare la presenza delle sentinelle.

A Torino il passaparola e il tam-tam partiti sui social network negli ultimi due giorni hanno dato vita a una risposta particolarmente numerosa e determinata. Poco prima delle 16 un gruppo di alcune decine di persone hanno provato a entrare in piazza Carignano, dove era previsto il concentramento omofobo, trovandola già completamente militarizzata. Sono volati i primi spintoni contro i manifestanti, allontanati brutalmente, ma nel giro di pochi minuti la situazione si è ribaltata con l'arrivo di centinaia di persone partite dalla vicina piazza Castello per contestare le sentinelle. Nel corso della protesta tanti altri torinesi che si trovavano a passare dal centro hanno deciso di unirsi, molti i giovani e i giovanissimi. In breve, il colpo d'occhio rivelava uno sparuto gruppo di sentinelle in piedi, blindato tra le transenne e i cordoni della celere e circondati tutt'attorno da un migliaio di persone scese invece in piazza per difendere la libera scelta di tutti e tutte.

giovedì 4 settembre 2014

Sessualità e disabilità, queer su ruote - Riprendono gli incontri.

giovedì 18 settembre alle 20,30 al Maurice incontro del percorso sessualità e disabilità (queer su ruote).
l'appuntamento è aperto a chiunque sia interessat@ a seguire il percorso ad aiutare all'organizzazione delle attività future quali:
-autoformazione/workshops e serate di discussione
-formazione del personale  strutture che si occupano di disabilità
-gestione comunicazione (sito e social network)
-bandi per eventuali progetti e contatto altre realtà/enti


We wheel rock you è un percorso promosso dal Maurice, dal Laboratorio sguardi sui genersi e da singoli/e interessat@ alle tematiche
Ecco il testo dell'appello: Cosa accomuna disabilità, intersessualità, omosessualità e transessualismo? Forse la marginalizzazione e l'invisibilità dei loro corpi e delle loro vite. Nonché la patologizzazione, o la negazione, della loro sessualità, etichettata come non “normale” e in quanto tale non aderente al discorso egemonico che delinea l'ideale corporeo nel bianco eterosessuale normodotato. In modo simile a ciò che accade alle persone lgbtiq, nella patologizzazione del corpo disabile si lede alla possibilità di vivere una sessualità serena. Al suo corpo non viene data la possibilità di scegliere una vita sessuale appagante, lo si passivizza, medicalizzando la propria esistenza. Il corpo disabile viene reso asessuato o gli si impone una sessualità compassionevole e caritatevole annullando la sua capacità di essere potenzialmente fonte di piacere e di vivere una sessualità attiva. L’idea che muove queste riflessioni è di portare avanti un dialogo e una discussione condivisa tra soggetti che riconoscono la forza critica delle esperienze corporee e sessuali marginali, potendo usare gli strumenti critici che il pensiero queer ci ha dato come punto di partenza comune e nella prospettiva di liberare nuovi immaginari.

giovedì 7 agosto 2014

Il discorso israeliano sulla violenza sessuale emerge nell'assalto a Gaza

Pubblichiamo la traduzione di un articolo apparso oggi sul sito Maam News Agency a firma Alex Shams.

Una donna indossa solo una bandiera israeliana durante una manifestazione di fronte alle Nazioni Unite, 28 Luglio 2014 a New York. (AFP / Stan Honda)

Mentre le bombe cadevano su Gaza nelle ultime quattro settimane, un'altra guerra era in corso, con in palio i cuori e le menti del pubblico globale.
Anche se meno letale, questa guerra di parole offre uno sguardo eloquente sui cambiamenti in corso tra gli intellettuali mainstream israeliani e sionisti, rivelando che ciò che gli esperti sostengono è una visione del mondo sionista sempre più violentemente razzista e sessista.
Diana Buttu, avvocato palestinese ed ex membro del gruppo di negoziatori dell'Olp, ha detto a Ma'an che, da quando è iniziato l'assalto israeliano, è stata sommersa da centinaia di e-mail cariche di odio e minacce violente. Anche se lei è "abituata" a ricevere odio per posta, ha detto che il tono e la quantità era "senza precedenti".
"In passato ricevevo messaggi in cui mi chiamavano pazza o fuori di testa, ma ora dicono cose come 'dobbiamo uccidere tutta la feccia musulmana', senza scordare i gruppi organizzati di israeliani che inviano regolarmente messaggi di posta elettronica per insultarmi."

lunedì 28 luglio 2014

La guerra di Israele contro le donne di Gaza e i loro corpi

Pubblichiamo la traduzione (a cura di Infoaut) di un articolo scritto il 23 luglio da David Sheen sul sito http://muftah.org, che rende bene l'idea di come la guerra di Israele contro la Palestina - e in particolar modo su Gaza - si faccia largo su più fronti, compreso quello del corpo delle donne.

Al cominciare della terza settimana dell'ultimo assalto di Israele a Gaza, la forza distruttiva scatenata sulla Striscia ha preso un tributo enorme, con oltre 650 palestinesi morti, più di 4.200 feriti - per lo più civili - e centinaia di migliaia di senzatetto. Come vede da Gaza, il livello di incitamento razzista anti-palestinese da parte dei maggiori esponenti politici, religiosi e culturali israeliani raggiunge ogni giorno nuovi picchi, ed ha assunto anche un tono misogino.

PROMUOVERE LO STUPRO DI GAZA E DELLE DONNE GAZAWI

Il 21 luglio i media israeliani hanno riferito che Dov Lior, rabbino capo dell'insediamento Kiryat Arba in Cisgiordania, ha emesso un editto religioso sulle regole di ingaggio in tempo di guerra, che ha poi inviato al ministro della Difesa del Paese. L'editto dichiara che secondo la legge religiosa ebraica, è lecito bombardare innocenti civili palestinesi e "sterminare il nemico."
Mentre Lior è tenuto in grande considerazione, è anche associato con il sionismo religioso di "ala conservatrice." Al contrario, David Stav, rabbino capo della città di Shoham è considerato un leader di una corrente "liberale" del sionismo. In un editoriale pubblicato lo stesso giorno dell'editto precedente, Stav definiva l'assalto a Gaza come una guerra santa, comandata dalla Torah stessa e che quindi deve essere spietata.

giovedì 17 luglio 2014

Queers for Palestine

Pubblichiamo un appello che sta girando in rete in questi giorni redatto da varie realtà femministe e LGBTQ che prende parola sull'ennesima aggressione a danno della Palestina, mettendo in luce e denunciando i tentativi di "Pinkwashing" da parte di Israele.
In queste settimane sono inoltre molti gli appuntamenti di mobilitazione in diverse città italiane e non solo: rilanciamo l'appuntamento a Torino per questo sabato - 19 luglio - per il corteo che partirà alle 15 dall'ex stazione Ceres. (qui l'evento)
Free Palestine!

In questi giorni stiamo assistendo con orrore all’ennesima aggressione militare israeliana alla Striscia di Gaza in seguito al presunto sequestro e omicidio di tre giovani israeliani da parte di Hamas.
Il bollettino di guerra ci parla di decine di morti tra i civili palestinesi, tra cui moltissimi bambini. Mentre il cielo di Gaza esplode senza lasciare tregua ad una popolazione stremata da decenni di occupazione militare e apartheid, Israele continua a presentarsi senza pudore alla comunità internazionale come l’unico stato del Medio Oriente impegnato nella difesa della democrazia, dei diritti universali e del riconoscimento delle soggettività LGBT.
Non ultimo il tentativo, avvenuto pochi giorni dopo la sparizione dei tre ragazzi israeliani, di mistificare la tortura e l’omicidio di un giovane palestinese da parte di alcuni coloni israeliani come un delitto d’onore messo in atto dagli stessi familiari della vittima a causa della sua omosessualità, mentre in Israele e in diverse città occidentali (compresa Roma) si moltiplicavano aggressioni feroci da parte di estremisti sionisti verso palestinesi e sostenitori della causa palestinese.