Il laboratorio Sguardi sui Generis nasce all'Università di Torino nel 2010 con l'intento di costituire uno spazio di discussione e crescita sulle questioni di genere. Un contenitore aperto, dunque, che si pone il duplice obiettivo di approfondire la formazione teorica e di favorire, al contempo, l'affermazione di una soggettività collettiva capace di confrontarsi e intervenire sulle problematiche di genere più attuali.

giovedì 19 febbraio 2015

Primo gruppo di lettura We Wheel Rock You


Come Laboratorio Sguardi Sui Generis, all'interno del percorso We Wheel Rock You che si propone di parlare di sessualità in unione al discorso sulla disabilità, abbiamo deciso di organizzare dei gruppi di lettura a partire da diversi testi raccolti in questi mesi in modo tale da far emergere quelli che possono essere i contenuti di maggior interesse su cui concentrarci in vista di  alcuni incontri seminariali con degli/delle esperti/e in università.

La partecipazione è rivolta a tutti coloro che hanno preso parte al percorso ma anche a singoli/e interessati/e che a seguito della lettura dei testi abbiano voglia di confrontarsi sull'argomento (qui i testi scaricabili: Materiali)

Vi aspettiamo al Terzo Piano Biblioteca Autogestita (Piano - 2 di Palazzo Nuovo) il 26 febbraio dalle 18 alle 20.

Per maggiori informazioni sul percorso We Wheel Rock You:
- Testo di presentazione del progetto Disabilità e Sessualità e Queer Su Ruote 
- Pagina facebook We Wheel Rock You

lunedì 2 febbraio 2015

Sessualità e disabilità: incontro aperto mercoledì 4 febbraio


Incontro aperto del percorso Sessualità e disabilità – Queer su Ruote!

Mercoledì 4 febbraio dalle h.19 @Terzo Piano Biblioteca Autogestita di Palazzo Nuovo (ingresso da C.so San Maurizio)


Vi invitiamo a partecipare alla riunione aperta di mercoledì per continuare a ragionare insieme e discutere a proposito di disabilità, intersessualità, omosessualità e transessualismo partendo da alcuni materiali che abbiamo recuperato in questi mesi. Condividiamo qua sotto le letture che abbiamo scelto per questo primo momento di brainstorming, vi aspettiamo!


Per ulteriori informazioni a proposito del progetto:



Qui i materiali: 












 

mercoledì 10 dicembre 2014

W ( H ) O - M A N

Sguardi Sui Generis & TerzoPiano Biblioteca Autogestita vi invitano a 


W ( H ) O - M A N 
ri-flessione di immagini e corpi sull'abolizione dei sess

Una performance di A j a R i o t 

con Barbara Canova
Annachiara Sarteur
Gino

regia
Isadora Pei


Giovedì 18 dicembre ore 18.30 @TerzoPiano Biblioteca Autogestita (Palazzo Nuovo, piano -2)
A conclusione della performance si terrà un dibattito aperto sui temi dello spettacolo.

lunedì 17 novembre 2014

Assemblea pubblica contro l'omo-transfobia


«Ancora oggi, i più ritengono che la questione omosessuale
concerna esclusivamente una minoranza,
un numero limitato di froci e di lesbiche:
non si vogliono rendere conto che, invece, fintanto che l’omosessualità resterà repressa,
quell’omosessuale sarà un problema riguardante tutti»

(Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale)




A partire dalla giornata del 5 ottobre scorso, con l’uscita in piazza delle “sentinelle in piedi” e la conseguente e doverosa contestazione, vorremmo proporre un momento di confronto aperto, rivolto a student* ed a tutt* coloro che hanno sentito, in quella contestazione, la possibilità di cominciare un discorso sull’omo e transfobia nella nostra città. L’episodio delle sentinelle è solo un sintomo evidente di un odio mai realmente sradicato; la discriminazione è vera e reale, e lo sperimentiamo troppo spesso.
Sentiamo la necessità di interrogarci sulle cause e le forme che l’omotransfobia assume nelle nostre vite quotidiane, provare a immaginare percorsi di resistenza a partire dalle nostre identità sessuali e di genere.
L’eliminazione dallo spazio pubblico di ogni identità non eterosessuale opera a diversi livelli, alcuni più espliciti e violenti, altri meno manifesti ma comunque pervasivi e pericolosi.
Vorremmo che questo spazio di confronto ed elaborazione fosse il più libero possibile, consapevoli anche della delicatezza degli argomenti che vorremmo trattare, e consapevoli della necessità di creare uno spazio che sia “accogliente”, per poter condividere e partire dalle nostre esperienze per andare nella direzione di nuove elaborazioni e soluzioni collettive e condivise.
Questa assemblea vuole essere anche di sostegno alla Transgender Freedom March, che si svolgerà a Torino il prossimo 22 novembre.

Diamo appuntamento per il giorno giovedì 20 novembre alle ore 16.30 nell’atrio di Palazzo Nuovo per questa assemblea pubblica.  
Qui il volantino dell'evento

Individualità e collettivi contro l’omo-transfobia



venerdì 7 novembre 2014

LA RIVOLUZIONE IN ROJAVA, LA GUERRA DELL'ISIS E LA RESISTENZA DI KOBANE

                                                  


CAMPUS INVADERS e LABORATORIO SGUARDI SUI GENERIS presentano:

"La rivoluzione in Rojava la guerra dell'Isis e la resistenza di Kobane".



A Kobane i/le combattenti curdi stanno resistendo all'offensiva dell' Isis. Durante l'incontro discuteremo di quanto sta accadendo in queste settimane e del modello di autorganizzazione sociale che i curdi e le curde stanno elaborando nella zona liberata e autonoma del Rojava. 

Proiezione del documentario: YPJ UN GIORNO IN SIRIA TRA LE DONNE KURDE COMBATTENTI (2014).

A cura di MED centro interculturale curdo e Daniele Pepino.

Interverrà Cosimo Caridi collaboratore de " il Fatto Quotidiano".



L'incontro si svolgerà dalle ore 17.30 nell' Aula C1 occupata del Campus Luigi Einaudi .

domenica 5 ottobre 2014

Proteste in tutta Italia contro le veglie omofobe. A Torino la piazza caccia le "sentinelle"

In diverse decine di città italiane erano state organizzate per oggi manifestazioni pubbliche delle "Sentinelle in piedi", sedicente sigla nata da alcuni mesi a livello nazionale che si auto-presenta come "un gruppo di cittadini che vigila sulla libertà di espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna" e che si batte contro il ddl Scalfarotto. Di fatto, si tratta nient'altro che di una sigla che riunisce cattolici integralisti e reazionari della peggior specie. Dietro la falsa pretesa di manifestare pacificamente rimanendo in silenzio, questi personaggi celano in realtà una violenza molto più grande, quella di difendere pubblicamente retoriche omofobe, discriminatorie e cariche di odio.
Contro queste impresentabili boutade, in diverse città sono stati organizzati dei contro-presidi per manifestare in difesa della libera scelta di tutti e tutte e allontanare la presenza delle sentinelle.

A Torino il passaparola e il tam-tam partiti sui social network negli ultimi due giorni hanno dato vita a una risposta particolarmente numerosa e determinata. Poco prima delle 16 un gruppo di alcune decine di persone hanno provato a entrare in piazza Carignano, dove era previsto il concentramento omofobo, trovandola già completamente militarizzata. Sono volati i primi spintoni contro i manifestanti, allontanati brutalmente, ma nel giro di pochi minuti la situazione si è ribaltata con l'arrivo di centinaia di persone partite dalla vicina piazza Castello per contestare le sentinelle. Nel corso della protesta tanti altri torinesi che si trovavano a passare dal centro hanno deciso di unirsi, molti i giovani e i giovanissimi. In breve, il colpo d'occhio rivelava uno sparuto gruppo di sentinelle in piedi, blindato tra le transenne e i cordoni della celere e circondati tutt'attorno da un migliaio di persone scese invece in piazza per difendere la libera scelta di tutti e tutte.

giovedì 4 settembre 2014

Sessualità e disabilità, queer su ruote - Riprendono gli incontri.

giovedì 18 settembre alle 20,30 al Maurice incontro del percorso sessualità e disabilità (queer su ruote).
l'appuntamento è aperto a chiunque sia interessat@ a seguire il percorso ad aiutare all'organizzazione delle attività future quali:
-autoformazione/workshops e serate di discussione
-formazione del personale  strutture che si occupano di disabilità
-gestione comunicazione (sito e social network)
-bandi per eventuali progetti e contatto altre realtà/enti


We wheel rock you è un percorso promosso dal Maurice, dal Laboratorio sguardi sui genersi e da singoli/e interessat@ alle tematiche
Ecco il testo dell'appello: Cosa accomuna disabilità, intersessualità, omosessualità e transessualismo? Forse la marginalizzazione e l'invisibilità dei loro corpi e delle loro vite. Nonché la patologizzazione, o la negazione, della loro sessualità, etichettata come non “normale” e in quanto tale non aderente al discorso egemonico che delinea l'ideale corporeo nel bianco eterosessuale normodotato. In modo simile a ciò che accade alle persone lgbtiq, nella patologizzazione del corpo disabile si lede alla possibilità di vivere una sessualità serena. Al suo corpo non viene data la possibilità di scegliere una vita sessuale appagante, lo si passivizza, medicalizzando la propria esistenza. Il corpo disabile viene reso asessuato o gli si impone una sessualità compassionevole e caritatevole annullando la sua capacità di essere potenzialmente fonte di piacere e di vivere una sessualità attiva. L’idea che muove queste riflessioni è di portare avanti un dialogo e una discussione condivisa tra soggetti che riconoscono la forza critica delle esperienze corporee e sessuali marginali, potendo usare gli strumenti critici che il pensiero queer ci ha dato come punto di partenza comune e nella prospettiva di liberare nuovi immaginari.

giovedì 7 agosto 2014

Il discorso israeliano sulla violenza sessuale emerge nell'assalto a Gaza

Pubblichiamo la traduzione di un articolo apparso oggi sul sito Maam News Agency a firma Alex Shams.

Una donna indossa solo una bandiera israeliana durante una manifestazione di fronte alle Nazioni Unite, 28 Luglio 2014 a New York. (AFP / Stan Honda)

Mentre le bombe cadevano su Gaza nelle ultime quattro settimane, un'altra guerra era in corso, con in palio i cuori e le menti del pubblico globale.
Anche se meno letale, questa guerra di parole offre uno sguardo eloquente sui cambiamenti in corso tra gli intellettuali mainstream israeliani e sionisti, rivelando che ciò che gli esperti sostengono è una visione del mondo sionista sempre più violentemente razzista e sessista.
Diana Buttu, avvocato palestinese ed ex membro del gruppo di negoziatori dell'Olp, ha detto a Ma'an che, da quando è iniziato l'assalto israeliano, è stata sommersa da centinaia di e-mail cariche di odio e minacce violente. Anche se lei è "abituata" a ricevere odio per posta, ha detto che il tono e la quantità era "senza precedenti".
"In passato ricevevo messaggi in cui mi chiamavano pazza o fuori di testa, ma ora dicono cose come 'dobbiamo uccidere tutta la feccia musulmana', senza scordare i gruppi organizzati di israeliani che inviano regolarmente messaggi di posta elettronica per insultarmi."

lunedì 28 luglio 2014

La guerra di Israele contro le donne di Gaza e i loro corpi

Pubblichiamo la traduzione (a cura di Infoaut) di un articolo scritto il 23 luglio da David Sheen sul sito http://muftah.org, che rende bene l'idea di come la guerra di Israele contro la Palestina - e in particolar modo su Gaza - si faccia largo su più fronti, compreso quello del corpo delle donne.

Al cominciare della terza settimana dell'ultimo assalto di Israele a Gaza, la forza distruttiva scatenata sulla Striscia ha preso un tributo enorme, con oltre 650 palestinesi morti, più di 4.200 feriti - per lo più civili - e centinaia di migliaia di senzatetto. Come vede da Gaza, il livello di incitamento razzista anti-palestinese da parte dei maggiori esponenti politici, religiosi e culturali israeliani raggiunge ogni giorno nuovi picchi, ed ha assunto anche un tono misogino.

PROMUOVERE LO STUPRO DI GAZA E DELLE DONNE GAZAWI

Il 21 luglio i media israeliani hanno riferito che Dov Lior, rabbino capo dell'insediamento Kiryat Arba in Cisgiordania, ha emesso un editto religioso sulle regole di ingaggio in tempo di guerra, che ha poi inviato al ministro della Difesa del Paese. L'editto dichiara che secondo la legge religiosa ebraica, è lecito bombardare innocenti civili palestinesi e "sterminare il nemico."
Mentre Lior è tenuto in grande considerazione, è anche associato con il sionismo religioso di "ala conservatrice." Al contrario, David Stav, rabbino capo della città di Shoham è considerato un leader di una corrente "liberale" del sionismo. In un editoriale pubblicato lo stesso giorno dell'editto precedente, Stav definiva l'assalto a Gaza come una guerra santa, comandata dalla Torah stessa e che quindi deve essere spietata.

giovedì 17 luglio 2014

Queers for Palestine

Pubblichiamo un appello che sta girando in rete in questi giorni redatto da varie realtà femministe e LGBTQ che prende parola sull'ennesima aggressione a danno della Palestina, mettendo in luce e denunciando i tentativi di "Pinkwashing" da parte di Israele.
In queste settimane sono inoltre molti gli appuntamenti di mobilitazione in diverse città italiane e non solo: rilanciamo l'appuntamento a Torino per questo sabato - 19 luglio - per il corteo che partirà alle 15 dall'ex stazione Ceres. (qui l'evento)
Free Palestine!

In questi giorni stiamo assistendo con orrore all’ennesima aggressione militare israeliana alla Striscia di Gaza in seguito al presunto sequestro e omicidio di tre giovani israeliani da parte di Hamas.
Il bollettino di guerra ci parla di decine di morti tra i civili palestinesi, tra cui moltissimi bambini. Mentre il cielo di Gaza esplode senza lasciare tregua ad una popolazione stremata da decenni di occupazione militare e apartheid, Israele continua a presentarsi senza pudore alla comunità internazionale come l’unico stato del Medio Oriente impegnato nella difesa della democrazia, dei diritti universali e del riconoscimento delle soggettività LGBT.
Non ultimo il tentativo, avvenuto pochi giorni dopo la sparizione dei tre ragazzi israeliani, di mistificare la tortura e l’omicidio di un giovane palestinese da parte di alcuni coloni israeliani come un delitto d’onore messo in atto dagli stessi familiari della vittima a causa della sua omosessualità, mentre in Israele e in diverse città occidentali (compresa Roma) si moltiplicavano aggressioni feroci da parte di estremisti sionisti verso palestinesi e sostenitori della causa palestinese.