Nella puntata di oggi abbiamo parlato della lotta del popolo curdo soffermandoci soprattutto sul ruolo delle donne all'interno del movimento insieme a Ozlem Tanrikulu, Presidente di Uiki (Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia), e mosso alcune considerazioni contro il grande evento Expo2015 a partire dall'appello lanciato per l'assemblea nazionale verso il NoExpoPride tenutasi oggi a Roma.
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Il laboratorio Sguardi sui Generis nasce all'Università di Torino nel 2010 con l'intento di costituire uno spazio di discussione e crescita sulle questioni di genere. Un contenitore aperto, dunque, che si pone il duplice obiettivo di approfondire la formazione teorica e di favorire, al contempo, l'affermazione di una soggettività collettiva capace di confrontarsi e intervenire sulle problematiche di genere più attuali.
domenica 15 marzo 2015
Il Podcast di Interferenze del 15 marzo 2015
martedì 3 marzo 2015
Contro la violenza maschile sulle donne: 7/3 corteo a Torino
Quest'anno anticipiamo l'8 marzo di lotta e ci ritroviamo tutte e tutti nel quartiere San Paolo di Torino per un'iniziativa contro la violenza maschile sulle donne a seguito dello stupro di una donna.
A questo link l'evento facebook del corteo, sul quale è possibile reperire anche materiale grafico in vista della manifestazione.
Per maggiori info: assemblea-antisessista@autistiche.org
Di seguito il volantino dell'Assemblea Antisessista che ha indetto la manifestazione:
CI VEDIAMO SABATO 7 MARZO
appuntamento alle 15:30 IN PIAZZA SABOTINO
(mercato via Di Nanni)
(mercato via Di Nanni)
A questo link l'evento facebook del corteo, sul quale è possibile reperire anche materiale grafico in vista della manifestazione.
Per maggiori info: assemblea-antisessista@autistiche.org
Di seguito il volantino dell'Assemblea Antisessista che ha indetto la manifestazione:
giovedì 19 febbraio 2015
Primo gruppo di lettura We Wheel Rock You
Come Laboratorio Sguardi Sui Generis, all'interno del percorso We Wheel Rock You che si propone di parlare di sessualità in unione al discorso sulla disabilità, abbiamo deciso di organizzare dei gruppi di lettura a partire da diversi testi raccolti in questi mesi in modo tale da far emergere quelli che possono essere i contenuti di maggior interesse su cui concentrarci in vista di alcuni incontri seminariali con degli/delle esperti/e in università.
La partecipazione è rivolta a tutti coloro che hanno preso parte al percorso ma anche a singoli/e interessati/e che a seguito della lettura dei testi abbiano voglia di confrontarsi sull'argomento (qui i testi scaricabili: Materiali)
Vi aspettiamo al Terzo Piano Biblioteca Autogestita (Piano - 2 di Palazzo Nuovo) il 26 febbraio dalle 18 alle 20.
Per maggiori informazioni sul percorso We Wheel Rock You:
- Testo di presentazione del progetto Disabilità e Sessualità e Queer Su Ruote
- Pagina facebook We Wheel Rock You
lunedì 2 febbraio 2015
Sessualità e disabilità: incontro aperto mercoledì 4 febbraio
Incontro
aperto del percorso
Sessualità
e disabilità – Queer su Ruote!
Mercoledì
4 febbraio dalle h.19 @Terzo Piano Biblioteca Autogestita di Palazzo
Nuovo (ingresso da C.so San Maurizio)
Vi
invitiamo a partecipare alla riunione aperta di mercoledì per
continuare
a ragionare insieme e discutere a proposito di disabilità,
intersessualità, omosessualità e transessualismo partendo da alcuni
materiali che abbiamo recuperato in questi mesi. Condividiamo qua
sotto le letture che abbiamo scelto per questo primo momento di
brainstorming,
vi
aspettiamo!
Per
ulteriori informazioni a proposito del progetto:
Qui
i materiali:
mercoledì 10 dicembre 2014
W ( H ) O - M A N
Sguardi Sui Generis & TerzoPiano Biblioteca Autogestita vi invitano a
W ( H ) O - M A N
ri-flessione di immagini e corpi sull'abolizione dei sessi
Una performance di A j a R i o t
con Barbara Canova
Annachiara Sarteur
Gino
regia
Isadora Pei
Giovedì 18 dicembre ore 18.30 @TerzoPiano Biblioteca Autogestita (Palazzo Nuovo, piano -2)
A conclusione della performance si terrà un dibattito aperto sui temi dello spettacolo.
lunedì 17 novembre 2014
Assemblea pubblica contro l'omo-transfobia
«Ancora oggi, i più ritengono che la questione omosessuale
concerna esclusivamente una minoranza,
un numero limitato di froci e di lesbiche:
non si vogliono rendere conto che, invece, fintanto che l’omosessualità resterà repressa,
quell’omosessuale sarà un problema riguardante tutti»
(Mario Mieli, Elementi di critica omosessuale)
A
partire dalla giornata del 5 ottobre scorso, con l’uscita in piazza
delle “sentinelle in piedi” e la conseguente e doverosa
contestazione, vorremmo proporre un momento di confronto aperto,
rivolto a student* ed a tutt* coloro che hanno sentito, in quella
contestazione, la possibilità di cominciare un discorso sull’omo e
transfobia nella nostra città. L’episodio delle sentinelle è solo
un sintomo evidente di un odio mai realmente sradicato; la
discriminazione è vera e reale, e lo sperimentiamo troppo spesso.
Sentiamo
la necessità di interrogarci sulle cause e le forme che
l’omotransfobia assume nelle nostre vite quotidiane, provare a
immaginare percorsi di resistenza a partire dalle nostre identità
sessuali e di genere.
L’eliminazione
dallo spazio pubblico di ogni identità non eterosessuale opera a
diversi livelli, alcuni più espliciti e violenti, altri meno
manifesti ma comunque pervasivi e pericolosi.
Vorremmo
che questo spazio di confronto ed elaborazione fosse il più libero
possibile, consapevoli anche della delicatezza degli argomenti che
vorremmo trattare, e consapevoli della necessità di creare uno
spazio che sia “accogliente”, per poter condividere e partire
dalle nostre esperienze per andare nella direzione di nuove
elaborazioni e soluzioni collettive e condivise.
Questa
assemblea vuole essere anche di sostegno alla Transgender Freedom
March, che si svolgerà a Torino il prossimo 22 novembre.
Diamo
appuntamento per il giorno giovedì 20 novembre alle ore 16.30
nell’atrio di Palazzo Nuovo per questa assemblea pubblica.
Qui il volantino dell'evento
Individualità
e collettivi contro l’omo-transfobia
venerdì 7 novembre 2014
LA RIVOLUZIONE IN ROJAVA, LA GUERRA DELL'ISIS E LA RESISTENZA DI KOBANE
CAMPUS
INVADERS e LABORATORIO SGUARDI SUI GENERIS presentano:
"La rivoluzione in Rojava la guerra dell'Isis e la resistenza di Kobane".
A Kobane i/le combattenti curdi stanno resistendo all'offensiva dell' Isis. Durante l'incontro discuteremo di quanto sta accadendo in queste settimane e del modello di autorganizzazione sociale che i curdi e le curde stanno elaborando nella zona liberata e autonoma del Rojava.
Proiezione del documentario: YPJ UN GIORNO IN SIRIA TRA LE DONNE KURDE COMBATTENTI (2014).
A cura di MED centro interculturale curdo e Daniele Pepino.
Interverrà Cosimo Caridi collaboratore de " il Fatto Quotidiano".
"La rivoluzione in Rojava la guerra dell'Isis e la resistenza di Kobane".
A Kobane i/le combattenti curdi stanno resistendo all'offensiva dell' Isis. Durante l'incontro discuteremo di quanto sta accadendo in queste settimane e del modello di autorganizzazione sociale che i curdi e le curde stanno elaborando nella zona liberata e autonoma del Rojava.
Proiezione del documentario: YPJ UN GIORNO IN SIRIA TRA LE DONNE KURDE COMBATTENTI (2014).
A cura di MED centro interculturale curdo e Daniele Pepino.
Interverrà Cosimo Caridi collaboratore de " il Fatto Quotidiano".
L'incontro
si svolgerà dalle ore 17.30 nell' Aula C1 occupata del Campus Luigi
Einaudi .
domenica 5 ottobre 2014
Proteste in tutta Italia contro le veglie omofobe. A Torino la piazza caccia le "sentinelle"
In diverse decine di città italiane erano state organizzate per oggi manifestazioni pubbliche delle "Sentinelle in piedi", sedicente sigla nata da alcuni mesi a livello nazionale che si auto-presenta come "un gruppo di cittadini che vigila sulla libertà di espressione e per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna" e che si batte contro il ddl Scalfarotto. Di fatto, si tratta nient'altro che di una sigla che riunisce cattolici integralisti e reazionari della peggior specie. Dietro la falsa pretesa di manifestare pacificamente rimanendo in silenzio, questi personaggi celano in realtà una violenza molto più grande, quella di difendere pubblicamente retoriche omofobe, discriminatorie e cariche di odio.
Contro queste impresentabili boutade, in diverse città sono stati organizzati dei contro-presidi per manifestare in difesa della libera scelta di tutti e tutte e allontanare la presenza delle sentinelle.
A Torino il passaparola e il tam-tam partiti sui social network negli ultimi due giorni hanno dato vita a una risposta particolarmente numerosa e determinata. Poco prima delle 16 un gruppo di alcune decine di persone hanno provato a entrare in piazza Carignano, dove era previsto il concentramento omofobo, trovandola già completamente militarizzata. Sono volati i primi spintoni contro i manifestanti, allontanati brutalmente, ma nel giro di pochi minuti la situazione si è ribaltata con l'arrivo di centinaia di persone partite dalla vicina piazza Castello per contestare le sentinelle. Nel corso della protesta tanti altri torinesi che si trovavano a passare dal centro hanno deciso di unirsi, molti i giovani e i giovanissimi. In breve, il colpo d'occhio rivelava uno sparuto gruppo di sentinelle in piedi, blindato tra le transenne e i cordoni della celere e circondati tutt'attorno da un migliaio di persone scese invece in piazza per difendere la libera scelta di tutti e tutte.
Contro queste impresentabili boutade, in diverse città sono stati organizzati dei contro-presidi per manifestare in difesa della libera scelta di tutti e tutte e allontanare la presenza delle sentinelle.
A Torino il passaparola e il tam-tam partiti sui social network negli ultimi due giorni hanno dato vita a una risposta particolarmente numerosa e determinata. Poco prima delle 16 un gruppo di alcune decine di persone hanno provato a entrare in piazza Carignano, dove era previsto il concentramento omofobo, trovandola già completamente militarizzata. Sono volati i primi spintoni contro i manifestanti, allontanati brutalmente, ma nel giro di pochi minuti la situazione si è ribaltata con l'arrivo di centinaia di persone partite dalla vicina piazza Castello per contestare le sentinelle. Nel corso della protesta tanti altri torinesi che si trovavano a passare dal centro hanno deciso di unirsi, molti i giovani e i giovanissimi. In breve, il colpo d'occhio rivelava uno sparuto gruppo di sentinelle in piedi, blindato tra le transenne e i cordoni della celere e circondati tutt'attorno da un migliaio di persone scese invece in piazza per difendere la libera scelta di tutti e tutte.
giovedì 4 settembre 2014
Sessualità e disabilità, queer su ruote - Riprendono gli incontri.
giovedì 18 settembre alle 20,30 al Maurice incontro del percorso sessualità e disabilità (queer su ruote).
l'appuntamento è aperto a chiunque sia interessat@ a seguire il percorso ad aiutare all'organizzazione delle attività future quali:
-autoformazione/workshops e serate di discussione
-formazione del personale strutture che si occupano di disabilità
-gestione comunicazione (sito e social network)
-bandi per eventuali progetti e contatto altre realtà/enti
l'appuntamento è aperto a chiunque sia interessat@ a seguire il percorso ad aiutare all'organizzazione delle attività future quali:
-autoformazione/workshops e serate di discussione
-formazione del personale strutture che si occupano di disabilità
-gestione comunicazione (sito e social network)
-bandi per eventuali progetti e contatto altre realtà/enti
We wheel rock you è un percorso promosso dal Maurice, dal Laboratorio sguardi sui genersi e da singoli/e interessat@ alle tematiche
Ecco il testo dell'appello: Cosa accomuna
disabilità, intersessualità, omosessualità e transessualismo? Forse la
marginalizzazione e l'invisibilità dei loro corpi e delle loro vite.
Nonché la patologizzazione, o la negazione, della loro sessualità,
etichettata come non “normale” e in quanto tale non aderente al discorso
egemonico che delinea l'ideale corporeo nel bianco eterosessuale
normodotato. In modo simile a ciò che accade alle persone lgbtiq, nella
patologizzazione del corpo disabile si lede alla possibilità di vivere
una sessualità serena. Al suo corpo non viene data la possibilità di
scegliere una vita sessuale appagante, lo si passivizza, medicalizzando
la propria esistenza. Il corpo disabile viene reso asessuato o gli si
impone una sessualità compassionevole e caritatevole annullando la sua
capacità di essere potenzialmente fonte di piacere e di vivere una
sessualità attiva. L’idea che muove queste riflessioni è di portare
avanti un dialogo e una discussione condivisa tra soggetti che
riconoscono la forza critica delle esperienze corporee e sessuali
marginali, potendo usare gli strumenti critici che il pensiero queer ci
ha dato come punto di partenza comune e nella prospettiva di liberare
nuovi immaginari.
giovedì 7 agosto 2014
Il discorso israeliano sulla violenza sessuale emerge nell'assalto a Gaza
Pubblichiamo la traduzione di un articolo apparso oggi sul sito Maam News Agency a firma Alex Shams.
Mentre le bombe cadevano su Gaza nelle ultime quattro settimane, un'altra guerra era in corso, con in palio i cuori e le menti del pubblico globale.
Anche se meno letale, questa guerra di parole offre uno sguardo eloquente sui cambiamenti in corso tra gli intellettuali mainstream israeliani e sionisti, rivelando che ciò che gli esperti sostengono è una visione del mondo sionista sempre più violentemente razzista e sessista.
Diana Buttu, avvocato palestinese ed ex membro del gruppo di negoziatori dell'Olp, ha detto a Ma'an che, da quando è iniziato l'assalto israeliano, è stata sommersa da centinaia di e-mail cariche di odio e minacce violente. Anche se lei è "abituata" a ricevere odio per posta, ha detto che il tono e la quantità era "senza precedenti".
"In passato ricevevo messaggi in cui mi chiamavano pazza o fuori di testa, ma ora dicono cose come 'dobbiamo uccidere tutta la feccia musulmana', senza scordare i gruppi organizzati di israeliani che inviano regolarmente messaggi di posta elettronica per insultarmi."
Una donna indossa solo una bandiera israeliana durante una
manifestazione di fronte alle Nazioni Unite, 28 Luglio 2014 a New York.
(AFP / Stan Honda)
Mentre le bombe cadevano su Gaza nelle ultime quattro settimane, un'altra guerra era in corso, con in palio i cuori e le menti del pubblico globale.
Anche se meno letale, questa guerra di parole offre uno sguardo eloquente sui cambiamenti in corso tra gli intellettuali mainstream israeliani e sionisti, rivelando che ciò che gli esperti sostengono è una visione del mondo sionista sempre più violentemente razzista e sessista.
Diana Buttu, avvocato palestinese ed ex membro del gruppo di negoziatori dell'Olp, ha detto a Ma'an che, da quando è iniziato l'assalto israeliano, è stata sommersa da centinaia di e-mail cariche di odio e minacce violente. Anche se lei è "abituata" a ricevere odio per posta, ha detto che il tono e la quantità era "senza precedenti".
"In passato ricevevo messaggi in cui mi chiamavano pazza o fuori di testa, ma ora dicono cose come 'dobbiamo uccidere tutta la feccia musulmana', senza scordare i gruppi organizzati di israeliani che inviano regolarmente messaggi di posta elettronica per insultarmi."
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