Il laboratorio Sguardi sui Generis nasce all'Università di Torino nel 2010 con l'intento di costituire uno spazio di discussione e crescita sulle questioni di genere. Un contenitore aperto, dunque, che si pone il duplice obiettivo di approfondire la formazione teorica e di favorire, al contempo, l'affermazione di una soggettività collettiva capace di confrontarsi e intervenire sulle problematiche di genere più attuali.

venerdì 7 settembre 2012

Video dell'Intervista a Silvia Federici.

Pubblichiamo i 5 video dell'intervista svoltasi quest'estate in Val di Susa con Silvia Federci.

Silvia Federici -- docente presso la Hofstra University, New York -- è una delle maggiori intellettuali e militanti femministe e marxiste. Ha vissuto tra Italia, Stati Uniti e Nigeria prendendo parte attiva in numerose battaglie politiche: dalle mobilitazioni studentesche alle lotte femministe europee e africane, dall'attivismo contro la pena di morte alla militanza in collettivi politici di donne migranti.

Buona visione!

PRIMA PARTE

SECONDA PARTE

TERZA PARTE


QUARTA PARTE


QUINTA PARTE

domenica 19 agosto 2012

Un corpo di donna va pur sempre bene. Note attorno all'immaginario della crisi


di SIMONA DE SIMONI

Si dice che l’estate sia il tempo delle letture leggere e a questo diktat sembrano piegarsi un po’ tutti producendo un peggioramento generale del già disastroso panorama giornalistico e “gossipparo” all’italiana. A questo fenomeno, che abusa della leggerezza trasformandola in stupidità, si accosta un’impennata di sessismo su cui vale la pena riflettere. L’incipit materiale per queste note estive lo offre la copertina del numero corrente di L’espresso: una giovane donna bruna, immersa nell’acqua marina fino alla coscia, orientata verso l’orizzonte ammicca al lettore-spettatore mediante una torsione del busto di centoottanta gradi circa. La sequenza corporea, dunque, mostra: sedere, seno destro di profilo, volto incorniciato dai capelli lunghi e scuri. Sul gluteo destro, grazie al costume leggermente scostato, si scorge – come tatuata – la bandiera greca. Ai piedi dell’immagine, in grande, la scritta “Un tuffo nella crisi” seguita da una breve didascalia esplicativa che informa il “lettore” sul contenuto del giornale.

Perché un corpo di donna anche per parlare di crisi? Per rispondere alla domanda bisogna togliersi dalla testa che il problema sia irrilevante, ovvero che l’immagine sia letteralmente insignificante. Per provare a comprendere la portata semantica e politica della figura, inoltre, è necessario sgomberare il campo anche dalle obiezioni di taglio meramente moralistico che tendono a rigettare l’immagine in quanto semplicemente inopportuna e offensiva.

giovedì 26 luglio 2012

Il secondo Feminist Blog Camp sta arrivando!


In attesa del secondo FBC, ecco la call di questa edizione...tutte le informazioni le trovate sul blog del FBC!

Questa edizione ci accoglierà Livorno, presso l’ Ex-Caserma Del Fante, il 28/29/30 settembre 2012.
Sbarcheremo in un porto franco come pirati e corsare per una tre giorni di condivisione, seminari, workshop, proiezioni, dibattiti, musica, arte, spettacoli, reading, cultura, hacking, confronti sul desiderio e la sessualità, precarietà, migranti e molto altro. L’iniziativa è totalmente autofinanziata e sarà realizzata dalle e dai partecipanti all’insegna dell’autogestione.
Il Feminist Blog Camp è un evento che nasce dall’idea di blogger femministe e blogger disertori del patriarcato che costituiscono già una rete di attivismo antisessista nel web. Dalla assemblea plenaria che ha concluso la prima edizione è emerso il desiderio di rendere il FBC un incontro periodico, con l’apertura a nuove tematiche e nuove soggettività ma mantenendo le modalità di partecipazione e gli strumenti organizzativi che ci siamo dat*.
Come è stato per il primo Feminist Blog Camp, che si è svolto a Torino presso il Centro sociale Askatasuna, anche questo appuntamento avrà luogo in uno spazio dove l’antifascismo significa partecipazione attiva nella creazione di lotte, desideri e relazioni antiautoritarie. E’ aperto a tutti e tutte, anche a chi non ha un blog.
Il Feminist Blog Camp è immaginato, costruito, programmato in un confronto aperto e partecipativo attraverso l’uso di una mailing list di coordinamento delle e dei blogger.
Se volete collaborare all’organizzazione potete iscrivervi alla mailing list di coordinamento.
Per qualsiasi contributo, proposta, richiesta di info o necessità di ospitalità potete scrivere a: feministblogcamp@grrlz.net
Se siete su facebook potete trovarci qui.
Su Twitter.
Il Wiki, ovvero lo strumento di elaborazione collettiva e di scrittura partecipata di costruzione del Feminist Blog Camp.
L’archivio wiki del primo Feminist Blog Camp a Torino, presso l’Askatasuna il 28/29/30 ottobre 2011.

lunedì 23 luglio 2012

Silvia Federici al campeggio NO TAV mercoledì 25 luglio ore 21.00


Notav e Occupy: spunti per un movimento contro la crisi

Nonostante la distanza geografica e la diversità del contesto, le
differenti esperienze del movimento notav e di quello Occupy negli
stati Uniti mostrano alcune significative analogie e possono essere
pensate come due esempi di risposta alla global crisis.

La necessità di un luogo dove progettare, discutere e far vivere la
lotta, il bisogno di far procedere insieme antagonismo e tessitura di
nuovi legami sociali, una composizione mista che attraversa le
generazioni e le provenienze politiche e culturali, sono alcuni degli
elementi che ci dicono che queste esperienze così diverse hanno in
comune più di quanto non si è disposti ad ammettere.

Invitiamo chiunque fosse interessat* a partecipare a questo
appuntamento per discuterne insieme.

Silvia Federici – docente presso la Hofstra University, New York – è
una delle maggiori intellettuali e militanti femministe e marxiste. Ha
vissuto tra Italia, Stati Uniti e Nigeria prendendo parte attiva in
numerose battaglie politiche: dalle mobilitazioni studentesche alle
lotte femministe europee e africane, dall'attivismo contro la pena di
morte alla militanza in collettivi politici di donne migranti.

Invitiamo tutt* a partecipare ed a diffondere l'iniziativa, ecco il link al programma completo http://www.notav.info/campeggio/anteprimacalendario-campeggio-dal-23-luglio-al-4-agosto/

mercoledì 11 luglio 2012

Sentenza di primo grado per Nina e Marianna


Appena rientrate dal presidio divenuto corteo Presidio per Nina e Marianna pubblichiamo questo articolo relativo al pronunciamento in primo grado per le posizioni di Nina e Marianna; assolta la prima, condannata ad 8 mesi la seconda.
La differenza nel trattamento delle due imputate è dovuta alla testimonianza di un uomo che dice di aver visto Marianna tirare una pietra; difficile da credere, data nebbia causata dai lacrimogeni in quella sera d'estate.

http://www.infoaut.org/index.php/blog/no-tavabenicomuni/item/5172-processo-a-nina-e-marianna-unassoluzione-e-una-condanna-a-8-mesi

mercoledì 27 giugno 2012

Dalle ore 18 al parco del Valentino:
allenamento aperto di boxe della palestra popolare 'Antifa Boxe'
aperitivo a cura del Laboratorio Sguardi Sui Generis
...vi aspettiamo!

martedì 19 giugno 2012

#save194 appuntamento torinese!!


Il 20 giugno a Roma la Corte Costituzionale esaminerà l'art. 4 della legge 194 in relazione alle norme di tutela dell'embrione a livello europeo, ecco
cosa discuterà la corte costituzionale durante la giornata di domani.
Come donne torinesi parteciperemo alla giornata di mobilitazione nazionale #save194, qui è possibile consultare i vari appuntamenti che si daranno in moltissime città italiane.
Ci incontreremo davanti a Palazzo Nuovo domani 20giugno alle ore 13.00 per socializzare quanto sta accadendo nel nostro paese attraverso un volantinaggio informativo nel cuore della città. Partecipiamo tutte!!!

sabato 16 giugno 2012

Al Pride 2012: Orgogliosamente Femminist*

Abbiamo scelto di essere al Pride, non per celebrare un idillio europeo visto come il traguardo dell’accoglienza del “politicamente corretto”.

               Non siamo qui per chiedere diritti, come una manna che dall’alto delle sfere governative ci viene concessa, né tanto meno per permettere che i nostri corpi siano oggetto strumentalizzato dai potenti di turno per “lavarsi la coscienza”.


Per noi oggi è una manifestazione, non una parata. Non chiediamo: vogliamo!

Come donne, lesbiche e non, scendiamo in piazza da femministe.
Femministe perché questo significa parlare di un welfare sempre più inconsistente in questa epoca di perenne crisi.
Femministe perché questo è necessario quando l’omologazione culturale cerca di cancellare le nostre diversità, sottoponendo i nostri corpi a un fittizio genere neutro che nasconde disparità.


ORGOGLIOSAMENTE FEMMINIST*



Laboratorio Sguardi sui Generis

mercoledì 6 giugno 2012

FOLGORANTE SIA LA FINE!

Vogliamo dedicare questa bellissima poesia di Nazim Hikmet ad una donna che non ha mai smesso di lottare, un esempio per tutte noi...Ciao Carla...




Arrivederci fratello mare
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po' della tua ghiaia
un po' del tuo sale azzurro
un po' della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino mare
eccoci con un po' più di speranza
eccoci con un po' più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.



venerdì 1 giugno 2012

Quaderni di San Precario n.3 - con un contributo del laboratorio


E' stato pubblicato il terzo numero dei Quaderni di San Precario dal titolo 'Io non ho paura del default', un lavoro lungo ed articolato di analisi della fase attuale che ha visto anche la partecipazione del Laboratorio.

Di seguito alleghiamo il nostro contributo, che troverete a pagina 155 dei quaderni, la versione integrale è disponibile in formato .pdf  su molti siti fra i quali www.quaderni.sanprecario.info/ e www.uninomade.org.

RESISTENZE FLESSIBILI.
Riflessioni a proposito di genere e precarietà.

Ci sono lotte, pratiche, teorie che vengono espulse dal dibattito socio-politico non appena sembrerebbero aver esaurito la propria iniziale carica contestataria. Presentandone le rivendicazioni come conquiste ormai assodate, le discorsività mainstream mirano a derubricarle dall'agenda dell'attualità, a banalizzarne il portato eversivo, riassorbendolo in una ripetizione dell'esistente in versione riveduta e corretta. Pian piano la lettura del reale di cui esse sono portatrici viene dipinta come obsoleta e superata, ogni prosecuzione della lotta diventa isterismo fuori tempo massimo. Il senso comune le relega nel ripostiglio ideologico del dato di fatto sul quale non è più necessario interrogarsi e, sul solco di questa evidenza, si può comodamente cominciare a dimenticare.
    Se dichiarare la vittoria di una lotta equivale spesso ad auspicarne l'esaurimento, non è peraltro escluso che il dibattito politico non decida di resuscitarla strumentalmente prima o poi. Viviamo in equilibrio fra un mondo che sembrava non aver più bisogno dei femminismi ed una classe dirigente che non disdegna di avvalersene, di tanto in tanto. All'occorrenza, infatti, il sessismo e la discriminazione vengono proiettati e incarnati nell'altro e nell'altrove, rivendicando per sé il patrocinio delle discorsività emancipative e la necessità morale di diffonderle. Così, mentre una presunta “uguaglianza di fatto” viene data per scontata nella vita di tutti i giorni, sulle categorie di genere e sessualità vengono erette le fondamenta ideologiche dell'imperialismo globale e delle guerre islamofobiche, la legittimazione di politiche razziste e discriminatorie in materia di immigrazione. In Italia, inoltre e in modo perculiare, la legittimazione morale e politica dei partiti di opposizione condensa sul corpo del sovrano e sulle sue abitudini sessuali l'ipostasi stessa del sessismo – come se quest'ultimo non fosse, invece, il risultato di una microfisica di pratiche assoggettanti storicamente trasversali ad ogni governo e a buona parte del corpo sociale.
Parallelamente, al traino dell'agenda politica, i media diffondono una versione addomesticata del femminismo, epurata da ogni elemento di conflittualità sociale.
    In questo scenario, non soltanto va problematizzato e discusso il potere divulgativo dei processi di mainstreaming, ma risulta necessario interrogarsi su quanto una versione aproblematica e unidirezionale del femminismo –  slegata cioè da una contestualizzazione socio-politica più ampia – possa offrire una sponda ad ogni tipo di strumentalizzazioni. Non a caso, fra i collettivi di genere e nel dibattito contemporaneo comincia a farsi strada l'esigenza, da un lato, di inchiestare l'immaginario legato alla parola femminismo, dall'altro, di interrogarne il senso, di problematizzarlo. La questione non è da porsi nei termini di cosa sia “veramente” femminismo oggi, bensì di come districare le pratiche di genere dai rischi della costruzione strumentale e unidirezionale, della banalizzazione fuorviante, quando non del vero e proprio branding a scopo commerciale − quello che è stato efficacemente definito femminismo™.