Mercoledì 17 Aprile, ore 17.30
Aula 9, Palazzo Nuovo.
Il Laboratorio Sguardi sui Generis presenta il primo appuntamento del ciclo:
"Variabili femministe".
Seminario itinerante ispirato dal libro Femministe
a parole. Grovigli da districare e organizzato da
FemminismItineranti a partire da alcune parole chiave condivise.
"Femministe a parole. Grovigli da districare"
è il dizionario ragionato costruito attorno ad una
scelta di 49 parole-chiave pubblicato a cura di Sabrina Marchetti, Jamila M.H. Mascat e Vincenza
Perilli, Roma, Ediesse 2012.
FemminismItineranti è una rete di singole e realtà femministe torinesi nata a partire da incontri, scambi, desideri sollecitati dalla lettura del testo a cui hanno aderito: AlmaTerra, Archivio delle Donne in Piemonte, Centro Studi del Pensiero Femminile, Donne in Nero-Casa delle Donne, Indignate Rosse, L’Altramartedì, Me-dea, SguardiSuiGeneris.
Il seminario itinerante è aperto a tutte e a tutti color* che condividono una prospettiva antirazzista, antisessista, antiomo&transfobica, antifascista.
(Per info e contatti femminismitineranti@gmail.com)
Il primo incontro verterà sulle seguenti parole-chiave:
Classe
Donne di destra
Madre Patrie
Omonazionalismo
Tricolore
Alcuni consigli su letture utili in vista della discussione che si terrà durante il primo incontro:
- Un corpo di donna va pur sempre bene – Note attorno all’immaginario della crisi di Uninomade
- COSA SI CELEBRA INSIEME ALL'UNITÀ D'ITALIA? NOTE SUL 17 MARZO
- FALSI AMICI E CATTIVA COSCIENZA. A proposito dei tentativi di impiegare le questioni di genere in chiave eurocentrica e razzista
- ICONOGRAFIA DELLA CRISI - Breve incursione nell'immaginario montiano in prospettiva di genere
Pagine
Il laboratorio Sguardi sui Generis nasce all'Università di Torino nel 2010 con l'intento di costituire uno spazio di discussione e crescita sulle questioni di genere. Un contenitore aperto, dunque, che si pone il duplice obiettivo di approfondire la formazione teorica e di favorire, al contempo, l'affermazione di una soggettività collettiva capace di confrontarsi e intervenire sulle problematiche di genere più attuali.
lunedì 15 aprile 2013
domenica 7 aprile 2013
Appunti sul seminario 'Geografie dei corpi' con Marco Pustianaz
Pubblichiamo alcuni appunti e riflessioni a seguito dell'incontro seminariale 'Geografie dei corpi' con Marco Pustianaz che abbiamo proposto all'interno del progetto 'What's Body?'. Al fondo abbiamo riportato anche gli audio del seminario e alcuni riferimenti bibliografici utili.
Il prossimo appuntamento di 'What's Body?' è per il 22 Aprile con il seminario 'Lavori in corpo - Produzione, riproduzione e stereotipi' assieme al Laboratorio Smaschieramenti di Bologna...a brevissimo daremo maggiori informazioni e riferimenti sull'incontro!
Cos’è il corpo? La domanda già suona impropria.
... domanda così diretta da provocar spavento?
I movimenti femministi degli anni Settanta combattevano e portavano avanti le loro istanze proprio a partire dal corpo, dal proprio corpo. Corpi specifici e legati a delle soggettività concrete. Attorno a questi si sviluppavano discorsi a partire da concetti quali l’autodeterminazione, la liberazione sessuale, la riproduzione, la violenza sulle donne. Questi discorsi erano molteplici. La storia del femminismo, o meglio dei femminismi, è storia di provocazioni e, spesso, di contraddizioni, ma è sicuramente in questa storia che nasce l’esigenza di portare il corpo, con i suoi aspetti più intimi e privati, nell’arena pubblica e politica. Perché oggi riproponiamo una domanda così esplicita sul corpo? Quali sono le nostre esigenze? Dove avvertiamo delle problematicità attorno a questa parola, tanto da spingerci ad interrogarci su di essa?
Come Laboratorio Sguardi Sui Generis siamo convinte che la provocatorietà insita nel modo e nel fatto stesso di porre una simile domanda, ci appartenga, oggi quanto ieri. Infatti in un oggi dove la sanità, il lavoro, l’istruzione, la cultura vengono smantellati ogni giorno di più, i nostri corpi, proprio i nostri, perdono diritti: diritto di ammalarsi; di riposare, di disporre di sé, di aver coscienza di sé e degli altri.
martedì 12 marzo 2013
"Geografie dei corpi": primo incontro seminariale di What's Body?
What's body? questa domanda potrebbe suonare banale, eppure non esiste una risposta univoca, chiara e chiarificatrice...
Il progetto attorno al corpo prosegue. Dopo vari incontri, alcuni di pura discussione, altri organizzati attorno a un tema specifico organizziamo una serie di seminari che si propongono di indagare i corpi da diverse prospettive. Scegliamo una riflessione collettiva perché siamo convinte che la scelta di cosa fare del proprio corpo non sia soltanto individuale ma chiami in causa gli altri: le relazioni, gli affetti, i desideri, la politica, i conflitti...
A partire da noi, quindi dai nostri corpi e dalle nostre domande su questo fatidico e instabile concetto – eppure così concreto dato di fatto – vogliamo dunque percorrere varie strade.
Il primo incontro si propone come momento introduttivo in cui cominciare a discutere assieme della questione del corpo. Lo faremo assieme a Marco Pustianaz, teorico e attivista queer.
L'incontro è stato pensato come un momento di discussione aperta e partecipata, di analisi e di ragionamento. Partendo da una mappatura semplice (e senza pretese di esaustività), vogliamo aprire uno spazio di dibattito in cui porre domande, dubbi questioni aperte.
Il progetto attorno al corpo prosegue. Dopo vari incontri, alcuni di pura discussione, altri organizzati attorno a un tema specifico organizziamo una serie di seminari che si propongono di indagare i corpi da diverse prospettive. Scegliamo una riflessione collettiva perché siamo convinte che la scelta di cosa fare del proprio corpo non sia soltanto individuale ma chiami in causa gli altri: le relazioni, gli affetti, i desideri, la politica, i conflitti...
A partire da noi, quindi dai nostri corpi e dalle nostre domande su questo fatidico e instabile concetto – eppure così concreto dato di fatto – vogliamo dunque percorrere varie strade.
Il primo incontro si propone come momento introduttivo in cui cominciare a discutere assieme della questione del corpo. Lo faremo assieme a Marco Pustianaz, teorico e attivista queer.
L'incontro è stato pensato come un momento di discussione aperta e partecipata, di analisi e di ragionamento. Partendo da una mappatura semplice (e senza pretese di esaustività), vogliamo aprire uno spazio di dibattito in cui porre domande, dubbi questioni aperte.
lunedì 18 febbraio 2013
Danzare contro la violenza
Appunti di riflessione a cura del Laboratorio Sguardi Sui Generis
One billion rising: un flash mob globale per denunciare la violenza sulle donne. Le ragioni, le parole d'ordine, le immagini e i luoghi della giornata si trovano facilmente in rete. Con queste brevi riflessioni non vogliamo approssimare un bilancio complessivo e globale della giornata e dell'iniziativa. Al contrario, vogliamo provare a guardarla con il più provinciale e provincializzato degli sguardi. Difficile stabilire onestamente cosa One billion rising possa aver significato per molte donne in tante parti del mondo. Più semplice – e forse utile – qualche considerazione critica a partire da noi. La scelta di smorzare l'enfasi globale di One billion rising per provare a descriverla in prospettiva parziale e situata è motivata da alcuni elementi che riteniamo di prima importanza.
Nel discorso pubblico la violenza sulle donne è descritta in prospettiva globale soltanto quando la si prende in considerazione a partire da coloro che la subiscono, mai per tratteggiare il profilo di coloro che la compiono: le vittime di violenza sono le donne come corpus omogeneo, mentre i perpetratori della violenza non sono mai raccontati come agglomerato indifferenziato. L'asimmetria nasconde un duplice equivoco di natura politica che è utile esplicitare. In primo luogo, la rappresentazione essenzializzata della vittima (le donne tout court) è funzionale a una descrizione della violenza completamente sganciata dalle forme relazionali che l'accompagnano e dalle condizioni materiali che la favoriscono. Ciò fa si che la generica condanna della violenza non si trasforma mai in una critica reale della violenza che presupporrebbe l'analisi dei canali, delle condizioni e dei luoghi attraverso cui la violenza si produce e si trasmette ai danni di madri, mogli, fidanzate, nipoti, studentesse, e così via. Un elenco orientato non a costituire una tassonomia vittimaria, ma piuttosto a decostruire il significante donna come generico indifferenziato e, soprattutto, dematerializzato.
giovedì 31 gennaio 2013
Not your battleground
Pubblichiamo il testo di questa bella poesia di Amira Elwakil dedicata all'amica che ha scritto una testimonianza sugli stupri avvenuti a Il Cairo pochi giorni fa, il 25 gennaio.
Not your battleground
This body is not a battleground on which you may wage your war,
nor is it a square in which a protest may be called.
This body is not an exhibit for which your feedback is sought,
or a newspaper column, supporting your interpretation of freedom of thought.
This body is not a reference for your committee of language surveyors,
and not a display of a myriad of products on a conveyor.
lunedì 28 gennaio 2013
I corpi della rivoluzione. Appunti sulle violenze di piazza Tahrir
Non è facile prendere parola, con le notizie che arrivano rapide, numerose e confuse. Vogliamo provare a farlo comunque, denunciando sin d'ora la provvisorietà di queste note. Più che un'analisi, forse, si tratta di un segnale di vicinanza alle donne di piazza Tahrir. Donne i cui volti ci sono diventati familiari, soprattutto attraverso la mediatizzazione massiccia della cosiddetta Primavera Araba e di tutto ciò che ne è conseguito sino ad oggi. Volti sui quali, sin dall'inizio, si sono costruiti significati ambigui, sempre ed eternamente eurocentrici. Volti facilmente traducibili in icone pop del cosiddetto “protagonismo femminile” che trasforma la politica in mero civismo. Per noi, quei volti, sono sempre stati qualcosa più di questo. Quei volti, oggi, sono anche quelli di corpi straziati da una repressione che – come sempre – passa prima di tutto sul corpo delle donne.
Le cronache di oggi, ancora incalzanti e parziali, raccontano di stupri di gruppo ad opera dei contro-rivoluzionari egiziani: gruppetti di uomini che accerchiano una donna in piazza, la molestano, aggrediscono, stuprano. Queste violenze non sono effetti collaterali del caos. Queste violenze non colpiscono le donne perché sono più deboli. Queste violenze non nascono dal nulla.
Queste violenze testimoniano, ancora una volta, che il corpo delle donne viene usato/abusato come terreno politico. Testimoniano che “decidere” delle donne e sulle donne è un atto di violenza politica. Può esserlo a vari livelli. A livello fisico e personale con aggressioni e stupri; a livello fisico e generalizzato con norme che violano la libertà delle donne; a livello verbale con ingiurie e insulti; a livello simbolico con immagini e immaginari e così via. La lista è infinita e non fa che definire gli attributi dello spazio politico in cui le donne si muovono. La violenza del patriarcato non esplode come una tempesta, ma si radica nella società, in Egitto come altrove.
giovedì 27 dicembre 2012
La mia scelta viene prima!
Di seguito pubblichiamo un video realizzato dal collettivo femminista e lesbico VENGOPRIMA di Venezia.
Questo video vuole essere prima di tutto uno strumento di informazione e di denuncia ed un invito a difendere con le unghie e con i denti il nostro diritto di scelta, fondamentale tappa del processo di autodeterminazione della donna.
Il video ripercorre una storia individuale ma che ben potrebbe rispecchiare quella di tante altre donne che si sono scontrate con i problemi derivanti dal gran numero di medici obiettori che troppo spesso cercano di ostacolare e rendere più dolorosa la libera scelta delle donne in tema di maternità.
Ringraziamo le nostre compagne venete per il lungo e prezioso lavoro fatto e invitiamo alla diffusione del video.
IO SONO MIA!
Questo video vuole essere prima di tutto uno strumento di informazione e di denuncia ed un invito a difendere con le unghie e con i denti il nostro diritto di scelta, fondamentale tappa del processo di autodeterminazione della donna.
Il video ripercorre una storia individuale ma che ben potrebbe rispecchiare quella di tante altre donne che si sono scontrate con i problemi derivanti dal gran numero di medici obiettori che troppo spesso cercano di ostacolare e rendere più dolorosa la libera scelta delle donne in tema di maternità.
Ringraziamo le nostre compagne venete per il lungo e prezioso lavoro fatto e invitiamo alla diffusione del video.
IO SONO MIA!
sabato 22 dicembre 2012
Pestaggio a Firenze
Pubblichiamo la testimonianza di Anna (a cui va tutta la nostra solidarietà), aggredita alcuni giorni fa a Firenze, con l'invito a diffondere la notizia dell'accaduto.
In data 07/12/2012, in via Ghibellina, strada centrale a senso unico molto trafficata fino a tarda notte, vicino all’incrocio con via verdi, alle h 23.00 circa, in concomitanza con l’uscita dallo spettacolo al teatro verdi (spettacolo in data unica di M. Ranieri), mi stavo avvicinando alle strisce pedonali per attraversare l’incrocio con via verdi e recarmi verso la mia abitazione molto vicina a quel punto.
Parcheggiato sul marciapiede, c’era un suv di colore scuro che impediva l’accesso al marciapiede, l’accesso alle strisce pedonali ed occupava parte delle strisce pedonali a terra. Davanti a me c’era, inoltre, una coppia di anziani anch’essi impossibilitati a camminare e ad attraversare. Di fronte all’ennesimo atto di non rispetto nei confronti di pedoni anziani o con disabilità motoria, che ogni giorno trovano ostacoli e difficoltà per muoversi per le strade della zona, ho iniziato a battere le mani sul cofano della macchina nella speranza si attivasse l’allarme, con l’intento di attirare l’attenzione del proprietario, ovviamente sconosciuto. Ho girato attorno al potente mezzo ed ho rinvenuto a terra un pezzo di plastica nero, che si è poi rivelata la targa del veicolo. In quel momento dall’altro lato del marciapiede si staccava dal flusso dei passanti un gruppo di persone che hanno attraversato e mi sono venute incontro incolpandomi del danno alla targa. Il gruppo era di una decina di persone, in maggioranza uomini ed alcune donne, sui circa 40 anni, che mi hanno subito accerchiata e picchiata, aggredita, ingiuriata, minacciata.
venerdì 21 dicembre 2012
L'india scende in piazza contro la violenza sulle donne
Riportiamo un articolo tratto da Infoaut.org rispetto alle mobilitazioni e alle proteste contro la violenza sulle donne esplose nei giorni scorsi in India in seguito ad un brutale caso di stupro su una giovane studentessa.
Un caso di stupro a danno di una studentessa di 23 anni a New Dehli, avvenuto nella notte di domenica scorsa, ha scatenato un’ondata di proteste e rabbia in diverse parti dell’India contro il diffusissimo fenomeno della violenza sulle donne, che soprattutto nella capitale conta percentuali altissime.
La notizia ha avuto grande diffusione per la particolare brutalità della violenza subita dalla studentessa, stuprata a bordo di un autobus da 6 uomini (autista compreso), che hanno picchiato il ragazzo della giovane, violentato la ragazza e poi abbandonato entrambi a bordo di una strada, lasciando la studentessa quasi in fin di vita e tuttora ricoverata in terapia intensiva.
Ieri la protesta è esplosa in tutto il paese: i primi a mobilitarsi sono stati gli studenti e le studentesse universitari, che hanno protestato davanti a una delle facoltà della capitale, ma ovunque migliaia di persone, soprattutto donne, sono scese in piazza e si sono dirette contro i luoghi ritenuti simbolo della responsabilità del dilagante fenomeno della violenza sulle donne: dalle questure, al Parlamento, alle residenze dei governatori locali.
Proprio sotto la casa del governatore di Delhi, Sheila Diksit, la protesta si è fatta più accesa e di fronte alla rabbia dei manifestanti la polizia è intervenuta con gli idranti per tentare di disperderli, mentre cercavano di abbattere le barriere poste a difesa dell’abitazione. Altre ancora hanno bloccato il traffico incatenandosi una all’altra in mezzo alla strada.
martedì 18 dicembre 2012
Arresti e denunce per il 1 Maggio a Torino: liber* tutt*
Ieri mattina un’operazione della Procura di Torino ha portato a due arresti domiciliari e diverse misure cautelari, assieme a numerose denunce, per i fatti avvenuti durante il corteo dello scorso 1 maggio.
Un corteo che chiunque fosse in piazza quel giorno ricorda per la contestazione a Fassino che accompagnò il sindaco torinese dall’inizio alla fine della sua sfilata; una contestazione portata avanti da student*, precari/e, operatori sociali, No Tav, lavoratori e lavoratrici, e da tutt* coloro che decisero di restituire quella giornata alla voce e alla rabbia di chi aveva sperimentato sulla propria pelle gli effetti disastrosi di anni di amministrazione cittadina a direzione PD e riteneva inaccettabile dover condividere la piazza con il diretto responsabile di tali politiche.
Una contestazione che costrinse le forze dell’ordine a scortare il sindaco lungo tutto il corteo, senza lesinare cariche selvagge contro chiunque levasse la propria voce al passaggio del primo cittadino.
Di fronte all’operazione di ieri mattina non possiamo che esprimere la nostra solidarietà a tutt* i compagni e le compagne coinvolti; tra di loro anche Benedetta, una compagna di Livorno che abbiamo conosciuto nella lotta No Tav e come compagna del collettivo femminista Le Stregatte durante il Feminist Blog Camp di settembre.
Ancora una volta: liber* tutt*!
Laboratorio Sguardi Sui Generis
Un corteo che chiunque fosse in piazza quel giorno ricorda per la contestazione a Fassino che accompagnò il sindaco torinese dall’inizio alla fine della sua sfilata; una contestazione portata avanti da student*, precari/e, operatori sociali, No Tav, lavoratori e lavoratrici, e da tutt* coloro che decisero di restituire quella giornata alla voce e alla rabbia di chi aveva sperimentato sulla propria pelle gli effetti disastrosi di anni di amministrazione cittadina a direzione PD e riteneva inaccettabile dover condividere la piazza con il diretto responsabile di tali politiche.
Una contestazione che costrinse le forze dell’ordine a scortare il sindaco lungo tutto il corteo, senza lesinare cariche selvagge contro chiunque levasse la propria voce al passaggio del primo cittadino.
Di fronte all’operazione di ieri mattina non possiamo che esprimere la nostra solidarietà a tutt* i compagni e le compagne coinvolti; tra di loro anche Benedetta, una compagna di Livorno che abbiamo conosciuto nella lotta No Tav e come compagna del collettivo femminista Le Stregatte durante il Feminist Blog Camp di settembre.
Ancora una volta: liber* tutt*!
Laboratorio Sguardi Sui Generis
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