Il laboratorio Sguardi sui Generis nasce all'Università di Torino nel 2010 con l'intento di costituire uno spazio di discussione e crescita sulle questioni di genere. Un contenitore aperto, dunque, che si pone il duplice obiettivo di approfondire la formazione teorica e di favorire, al contempo, l'affermazione di una soggettività collettiva capace di confrontarsi e intervenire sulle problematiche di genere più attuali.

venerdì 13 maggio 2011

Fuori il movimento per la vita dal salone del libro!




Oggi, 12 Maggio, doveva svolgersi all’interno del Salone Internazionale del Libro di Torino un incontro a cura del Movimento per la vita, con la presenza del presidente dell’associazione Carlo Casini.
Mentre l’incontro stava per avere inizio, un gruppo di donne appartenenti a varie realtà che nel territorio piemontese si battono contro il protocollo Ferrero e l’ingresso del Mpv nei consultori, hanno fatto irruzione all’interno dello spazio in cui si stava tenendo, per impedirne lo svolgimento.

mercoledì 11 maggio 2011

Seminario: CORPI SENZA DONNE

 


Proiezione del video di Elisa Giomi e Daniela Pitti: Se questa è una donna. Il corpo femminile nei messaggi pubblicitari.
A seguire interventi delle due relatrici sui dispositivi di de-umanizzazione del corpo femminile nei messaggi pubblicitari.
Discuteremo di alcune campagne pubblicitarie emblematiche per i temi trattati

Contributo dal blog Marginalia

12 Maggio 1977 - 12 Maggio 2011: per Giorgiana Masi

Sono passati 34 anni dall’uccisione di Giorgiana Masi.


Il 12 Maggio 1977, il colpo mortale dalla calibro 22, a soli 19 anni, Giorgiana lo ricevette dalle “Squadre speciali di polizia” sotto gli ordini della violenta e feroce repressione del ministro degli interni e capo della Gladio, Cossiga.
In quel giorno a Roma, il Partito Radicale organizzò una manifestazione in Piazza Navona, per celebrare il terzo anniversario della vittoria al referendum sul divorzio.
Opponendosi al divieto imposto da Cossiga, di manifestare per chiunque non facesse parte della cerchia istituzionale, caldamente accolto dall’asse del “compromesso storico” DC-PCI;  i manifestanti si riversarono nelle piazze.
Quel lungo pomeriggio vide la resistenza alle numerose cariche, le molte barricate erette vicino Campo dei Fiori e il lancio di bombe incendiarie e colpi d’arma da fuoco tra i manifestanti e le forze dell’ordine, che quel giorno raggiunsero il numero di circa 5000 tra poliziotti in assetto antisommossa schierati a reprimere ed agenti in borghese infiltrati con pistole e spranghe.
L’omicidio di Stato si compì nei pressi di Ponte Garibaldi ,dove due grosse motociclette dei vigili urbani montate da tre vigili in divisa e un uomo in borghese, arrivarono sul lungotevere all'angolo con piazza Belli.
Un vigile scese, impugnò la pistola e sparò ad altezza d'uomo, in direzione dei dimostranti in piazza Belli, dove Giorgiana venne raggiunta da un proiettile.
Le testimonianze sono concordi: i colpi vennero sparati da ponte Garibaldi, dove in quel momento, al centro, si trovavano carabinieri e poliziotti appoggiati ad una o due autoblindo.

lunedì 9 maggio 2011

Riflessioni e spunti: formazione e sessualità nelle scuole superiori

Dopo i recenti interventi del Laboratorio Sguardi su Generis in alcune scuole superiori torinesi, vi presentiamo, a partire da questa esperienza, alcuni spunti di riflessione.

Come compagne del Laboratorio siamo state contattate negli ultimi mesi da alcun* student* delle scuole superiori della nostra città, che ci hanno chiesto di intervenire durante le ore di autogestione per parlare con loro di sessualità, contraccezione, aborto. 

lunedì 2 maggio 2011

SEMPRE INCONCILIABILI!


Oggi il corteo del 1 maggio a Torino è stato contrassegnato dall'ingovernabilità e dal rifiuto di condividere la piazza con sindacati “gialli” e con il candidato sindaco sindaco del Pdl Coppola, presenze quantomai sgradite nella nostra città.

Da subito lo spezzone della Cisl si è trovato di fronte la ferma opposizione di quanti, stanchi delle retoriche sull'unità sindacale e dell'atteggiamento collaborazionista di questi personaggi, non ci stanno a vederli sfilare come se niente fosse, come se la vicenda Pomigliano e Mirafiori non fossero mai accadute e soprattutto come se loro non avessero precise responsabilità in quelle vicende!

La contestazione, organizzata dal network antagonista torinese, ha trovato consenso da gran parte del corteo che ha salutato e applaudito ironicamente lo spezzone della Cisl che, dopo ripetuti fischi e insulti, è stato costretto ad abbandonare il corteo uscendo di scena da una viuzza laterale.

Lo spezzone sociale, di cui noi facevamo parte, insieme a varie realtà autorganizzate, si è quindi ricomposto e ha proseguito fino in piazza San Carlo dove, dopo essersi impossessato del palco confederale, ha bruciato le bandiere di Cisl e Uil e dato voce alle istanze per cui quotidianamente lotta. Interventi da parte di un'esponente del movimento No Tav, dei comitati contro il nucleare e dei collettivi universitari e delle scuole superiori.

Lungo il percorso più volte è stato ricordato Vittorio Arrigoni e la sua lotta a fianco del popolo palestinese. Vittorio -un compagno come pochi- a lui è stata anche dedicata una partecipatissima versione di “Bella Ciao” cantata a gran voce dai presenti in piazza, lungo via Roma.

Per noi è stata senz'altro una gran giornata e l'occasione per manifestare l'inconciliabilità con le politiche del governo attuale. Governo che come unica “risposta” alla precarietà delle nostre esistenze, impone tagli, privatizzazioni, austerità, licenziamenti e sacrifici che spesso, in modo particolare vengono imposti alle donne, che nei loro piani dovrebbero svolgere la funzione di ammortizzatori sociali, viste le condizioni di smantellamento pressoché totale del welfare.
Noi non ci stiamo ed è per questo che abbiamo contestato Coppola, candidato sindaco del partito attualmente a governo!
Non dimentichiamo che questo stesso governo si oppone alla pillola abortiva Ru486 e si è fatto promotore della delibera Ferrero con cui si vorrebbero spalancare le porte dei consultori al Movimento per la vita; facendo la propria campagna politica sul corpo delle donne.

E ancora non avevamo fatto in tempo a digerire le retoriche sull'anniversario dei 150 anni dell'unità d'Italia in cui in area Pd si invitavano le donne a “rimettere al mondo l'Italia”, recuperando pericolosi parallelismi tra corpo delle donne e corpo della nazione, che ci è toccato assistere all'annessa campagna pubblicitaria che per questo primo maggio recitava: “Uniti per il lavoro” invitando all'unità sindacale.
Inutile dire quanto questa sia distante da noi, perciò abbiamo preso parte alla cacciata della collaborazionista Cisl.

Abbiamo recentemente raccontato la nostra precarietà e siamo scese in piazza oggi perché siamo stanche dei discorsi sulla condizione di precarietà intesa come una sfiga in cui si ritrovano in molti: noi sappiamo molto bene che ci sono i precari e i precarizzatori e sappiamo contro chi continueremo a lottare dopo il 1 maggio, il 6 maggio e oltre!

Il video della contestazione

sabato 23 aprile 2011

25 aprile: Donne, Resistenza.


“Nella Resistenza la donna fu presente ovunque:
sul campo di battaglia come sul luogo di lavoro, nel chiuso
 della prigione come nella piazza o nell’intimità della casa.
Non vi fu attività, lotta, organizzazione, collaborazione
a cui ella non partecipasse: come una spola in continuo
movimento, costruiva e teneva insieme, muovendo instancabile,
il tessuto sotterraneo della guerra partigiana”
(Ada Gobetti)


Spesso si parla delle donne partigiane solo come “staffette”, considerandole figure subalterne che hanno prestato aiuto e “assistenza secondaria” rispetto a quella maschile. Questo tentativo di escludere le donne dalle vicende della Resistenza non rispecchia la realtà storica, bensì un modello politico, culturale e sociale non ancora superato.

“Nei mesi successivi alla Liberazione hanno subito riconosciuto i gradi del partigiano al vicario e all’avvocato C.: a me niente. Ho chiesto spiegazioni a un compagno dell’ANPI. “Ma tu sei una donna!” – mi ha risposto. Invece ero l’unica a cui quel titolo poteva davvero servire. Io vivevo solo del mio lavoro e avevo bisogno di quel riconoscimento. I gradi (tenente partigiano) li ho voluti per giustizia, ma non ho preso il pacco sussidio che davano e comunque i soldi li ho lasciati tutti all’ANPI.” (dalla testimonianza dell’ostetrica Maria Rovano, nome di battaglia “Camilla”, partigiana a Barge, CN).

In generale, si tendeva e si tende ad esprimere una sorta di fastidio di fronte a soggetti che rivendicano tempi e spazi propri. Quest’atteggiamento lo riscontriamo anche oggi. Per questo è importante, in occasione della giornata del 25 aprile, rivendicare il ruolo attivo e trasversale delle donne nelle lotte. Mai passive, mai mute. Inadattabili e forti. Ora e sempre Resistenza!

martedì 19 aprile 2011

Legge contro il velo? Rispedire al mittente!


11 Aprile 2011, una ventina di donne vengono fermate in Francia e portate in questura per essere identificate. Non una semplice identificazione: vengono infatti espressamente fermate in quanto indossatrici del niqab, il tradizionale velo islamico integrale.
Ciò avviene nel primo giorno in cui in Francia scatta la legge anti velo, voluta dal presidente Sarkozy. Velo che per alcune determina una vera e propria individualità, velo sinonimo di appartenenza, velo che alcuni fra musulmani e musulmane indossano nello Stato in cui vivono in quanto portatore di cultura e tradizione delle loro origini. Velo che il governo al potere avrebbe vietato in quanto lesivo dei valori nazionali della Francia. Ma che appare in realtà come chiaro segno di una islamofobia che sempre più imperversa sul fronte occidentale, utilizzata dal potere politico come espediente per instaurare circoli viziosi di paura e diffidenza.
Ancora una volta dietro il presunto universalismo dei valori nazionali si nasconde la retorica dell'assimilazione coatta che pretende di includere la diversità negandola in quanto tale.

E' per questo che ci schieriamo al fianco delle lotte e proteste che in Francia, in particolar modo in questi giorni, ma già da un paio d'anni ormai, stanno infiammando l'opinione pubblica.
Contro un sistema istituzionale che tenta di reprimere quotidianamente le nostre ben salde certezze riguardanti chi siamo e cosa vogliamo.
Al fianco, quindi, di tutte quelle che come noi ogni giorno si trovano all'interno delle lotte, celate o meno dietro ad un velo.

sabato 16 aprile 2011

SGUARDI SULLA PRECARIETA'

La precarietà è un elemento esistenziale e politico imprescindibile del nostro presente. L'agiamo e la subiamo ogni giorno in forme differenti e mutevoli. Come Laboratorio sguardi sui generis abbiamo deciso di raccontare la nostra precarietà nel modo più semplice e schietto che ci venisse in mente. Illustrare, così, una delle tante costellazioni possibili di una realtà caleidoscopica e complessa. 
Qui di seguito, le nostre riflessioni.


Ho ventinove anni. Mi sono laureata in filosofia, scrivo e leggo con passione. Al momento sono dottoranda senza borsa all'Università di Torino. Sino al 21 marzo ho avuto un lavoro (contratto semestrale) e quindi un reddito. Ora conto di arrangiarmi sino all'estate con una borsa regionale per dottorandi. Nel frattempo cercherò di vincere un posto altrove: a breve, ad esempio, farò un lungo viaggio fino a Napoli per il concorso di dottorato bandito dall'Istituto di Scienze Umane. Non credo di poter fare previsioni, so soltanto che se dovesse andar bene potrei contare su una borsa di tre anni. Cosa che – in tutta onestà – mi renderebbe piuttosto felice al punto che organizzerei una bella festa.

sabato 9 aprile 2011

Mercoledì 20 Aprile: Magnificat @ CSOA Askatasuna


MAGNIFICAT

scritto e diretto da Ila Covolan
con Mara Pieri
musiche originali di Puppet_Luca Tiengo
Italia, marzo 2009. Una legge istituisce l'obbligo di indicare sui documenti il proprio orientamento sessuale. La popolazione italiana viene suddivisa in categorie attraverso passaporti e carte d'identità di diverso colore. Eterossessuali, omosessuali, lesbiche, transessuali, intersessuali e non definiti/e” vengono sottoposti/e a controlli atti a verificare la loro appartenenza ad una o all'altra categoria. 

Presentazione dello spettacolo ad Interferenze